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CULTURA E BENI MONUMENTALI - Presentato il progetto di riutilizzo del contenitore

Mo.Ver.di - "Progetto di Rigenerazione dell'ex Teatro Verdi di Ferrara"

13-06-2016 / Giorno per giorno

Si è svolta questa mattina, lunedì 13 giugno 2016, nella sede dell'ex Teatro Verdi di Ferrara, la conferenza stampa di presentazione del "Progetto di Rigenerazione dell'ex Teatro Verdi finalizzato alla realizzazione di un laboratorio urbano".

All'incontro con i giornalisti sono intervenuti per illustrare gli elementi essenziali del progetto Massimo Maisto, assessore comunale alla Cultura e Turismo, Caterina Ferri, assessora comunale alle Relazioni Internazionali e Progettazione Europea, Aldo Modonesi, assessore comunale ai Lavori Pubblici, Natascia Frasson, dirigente del Servizio Beni Monumentali e Centro Storico, i rappresentanti del raggruppamento temporaneo di professionisti costituito dalla società cooperativa Città della Cultura Cultura della Città e dagli ingegneri Denis Zanetti e Paolo Magri.

 

>> MATERIALE SCARICABILE in fondo alla pagina (tavole del progetto e immagini)

 

(Comunicato a cura dell'Assessorato Relazioni Internazionali e Progetti europei)

Questo progetto nasce nell'ambito del Programma operativo regionale dell'Emilia-Romagna, il documento di programmazione che definisce strategia e interventi di utilizzo delle risorse comunitarie assegnate alla Regione dal Fondo europeo di sviluppo regionale, nel quadro della politica di coesione, per la crescita economica e l'attrattività del territorio.

La nuova programmazione 2014-2020 si concentra su sei priorità di intervento-assi, che riprendono gli obiettivi tematici per l'attuazione della Strategia Europa 2020 e le priorità della politica di sviluppo regionale.

Il progetto di creazione di un laboratorio aperto rientra nell'Asse 6 sulle "Città attrattive e partecipate" che intende dare attuazione all'Agenda urbana europea che riconosce alle città un ruolo centrale di snodo territoriale e prevede azioni di qualificazione del patrimonio culturale e lo sviluppo di tutti i fattori che possono favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche della città, attraverso l'uso delle nuove tecnologie Ict.

L'Asse 6 consta di un finanziamento complessivo di 30 milioni di Euro suddivisi per ogni città capoluogo della Regione Emilia-Romagna; l'investimento sull'ex Teatro Verdi è di 3 milioni complessivi a cui vanno aggiunti 750 mila Euro di co-finanziamento comunale.

In particolare, il progetto coordinato dal Comune di Ferrara, con la consulenza dei Progettisti esterni della Soc. Coop. Cultura della Città e Città della Cultura prevede che il "Laboratorio Aperto" sia finalizzato alla diffusione e alla promozione della conoscenza del patrimonio culturale attraverso le tematiche della mobilità sostenibile, tanto da configurarsi come ulteriore articolazione di spazi pubblici e semipubblici, non solo raggiungibili ma anche in parte attraversabili in bicicletta da cittadini e turisti, come qualsiasi altra piazza del centro.

 

L'ex Teatro Verdi diventa per Ferrara qualcosa di più di un edificio da rigenerare: è un volume destinato a conferire nuovo significato a un importante area di centro storico, al rapporto con le Mura Estensi, alla realizzazione di una nuova polarità per la città e per l'intero territorio Unesco. L'idea di riqualificazione dell'ex Teatro Verdi, mirata alla realizzazione di un Laboratorio Aperto, ha richiesto un progetto integrato nato dalla sommatoria di un disegno architettonico e di un piano di gestione dello spazio che ha come obiettivo lo sviluppo della mobilità e del turismo sostenibile.

 

LA SCHEDA (a cura del Servizio Beni Monumentali)

MoVe.rdi (Riding Development Innovation)

L'ex Teatro Verdi è per Ferrara qualcosa di più di un edificio da rigenerare: è un volume destinato a riconferire significato a un importante brano di centro storico, al rapporto con le Mura Estensi, alla realizzazione di una nuova polarità per la città e per l'intero territorio Unesco. L'idea di riqualificazione dell'ex Teatro Verdi, mirata alla realizzazione di un Laboratorio Aperto, ha richiesto un progetto integrato nato dalla sommatoria di un disegno architettonico e di un piano di gestione dello spazio che ha come obiettivo lo sviluppo della mobilità sostenibile e della cultura della bicicletta.

Il "Laboratorio Aperto" è finalizzato alla diffusione e alla promozione della conoscenza del patrimonio culturale attraverso le tematiche della bicicletta e, più in generale, della mobilità sostenibile, tanto da configurarsi come ulteriore articolazione di spazi pubblici e semipubblici, non solo raggiungibili ma anche in parte attraversabili in bicicletta da cittadini e turisti, come qualsiasi altra piazza del centro.

 

Il Progetto Architettonico:

Piano Terra: trovano spazio negli ambienti del piano terra sia un bike cafè con affaccio diretto su Piazza Verdi dove l'utenza potrà riposare, prendere un caffè, consumare un piccolo pasto, noleggiare, riparare e ritirare biciclette.

Sarà realizzato, a fianco del bike cafè, un Visitor Center UNESCO. Non un museo, bensì un info-point per esposizioni fisse e temporanee dedicate ai 3 riconoscimenti UNESCO assegnati a Ferrara. Questo luogo, informale ma ben disegnato, oltre ad essere una opportunità tematico turistica intratterrà e educherà i visitatori attraverso una varietà di modi e di metodi comunicativi differenti.

Poi ancora, nell'ingresso principale, un'area dedicata all'accoglienza che possa fungere da Foyer della Città in cui esporre e vedere esposti altri materiali dedicati alla cultura e all'identità del territorio tra terra e acqua. Altro spazio sarà dedicato al Centro per la Mobilità Sostenibile inteso come luogo d'incontro dove sviluppare ricerche, lavorare, studiare, osservare e progettare, tutto ciò che oggigiorno ruota attorno alla questione della mobilità leggera a basso impatto ambientale e sociale.

Piano Primo: a questo livello sono state inserite: l'area dedicata ai Lab Space in tutte le loro declinazioni (una decina di spazi flessibili) e l'area da dedicare al "museo della bicicletta". La prima area è un insieme di ambienti tecnici suddivisi da arredi mobili che possono creare ambienti di diversa metratura in funzione delle varie configurazioni richieste e contenere tutti i materiali e strumenti di lavoro (sensori, proiettori, audiovideo, materiali di consumo, utensili tecnici, e tutte le tecnologie necessarie al funzionamento dei Lab). In questi ambienti la flessibilità d'uso è garantita da una dotazione tecnologica a rete libera che permette di creare qualsiasi configurazione spaziale.

L'area dedicata alla bicicletta non sarà un vero e proprio museo, inteso in forma tradizionale, bensì un Centro per la Cultura della Bicicletta CCBF dovrà sarà possibile esporre e visitare diversi modelli di bici, dalle storiche alle sperimentali, e una serie di immagini infografiche e allestimenti dedicati al mondo della mobilità leggera e sostenibile, il tutto organizzato all'interno del "ferro di cavallo" degli ex palchi.

Piano Secondo: su questo livello "il ferro di cavallo" degli ex palchi sarà organizzato per ospitare postazioni di lavoro e garantire aree di co-working, nonchè per offrire ai visitatori della palazzina una vista panoramica privilegiata dall'ex loggione verso gli interni del ex teatro. L'area di co-working sarà isolata termicamente rispetto al volume della platea grazie al mobile - tavolo a ferro di cavallo e alla ampia vetrata che separa la zona calda da un ambito con temperatura percepita di comfort termico ai fini del percorso espositivo.

Torre Scenica: questo ambiente è assolutamente unico e spettacolare. Un accesso diretto e potenzialmente carrabile su via camaleonte permette di entrare in uno spazio di duecentocinquanta metri quadri grezzi alti fino a 20 metri dove poter installare, costruire, esporre opere d'arte moderna di grande formato: sculture, strutture particolari, spettacoli eccezionali o produzioni come quelle della Fura del Baus o di Zapruder o di altre compagnie di teatro contemporaneo. Questo spazio è unico in tutta la regione Emilia Romagna dunque potrà essere affittato per periodi di tempo più o meno lunghi in funzione delle attività particolari da svolgere all'interno. Inoltre sarà servito da locali tecnici da adibire allo staff di produzione con spogliatoi, sala prova, servizi igienici, spazi di produzione e riunioni. Il percorso ciclabile urbano porterà le biciclette ad entrare in questo spazio.

Platea: altri 250 mq circa di spazio libero e flessibile per attività artistiche, scientifiche, culturali e sperimentali legate a generi vari ma anche spazio di socialità (piazza coperta) durante la stagione estiva. In questo ambiente, più simile ad una piazza urbana coperta, sarà possibile sostare o assistere ad attività o semplicemente visitare il volume del ex Teatro Verdi. In platea si accede attraverso scale e rampe realizzate ad hoc sia dall'ingresso di via Camaleonte (quello più prossimo alle Mura Estensi) sia dall'ingresso principale di via Castelnuovo. La platea sarà collegata alla torre scenica grazie ad una "scalinata lignea monumentale" che potrà fungere anche da gradonata per spettacoli minori o passerella per sfilate di moda o sedute libere.

Black Box: sarà così nominato l'ambiente tra torre scenica e palchi del ex teatro da recuperare e adibire a sala polifunzionale per una cinquantina di utenti. Con ingresso dal piano primo si accederà ad una scatola cubica dalle infinite configurazioni possibili, dalla sala conferenze allo spazio prove per danza, teatro e altri spettacoli. La parete nera può essere utilizzata come schermo per proiezioni cinematografiche.

Fronte su Via Camaleonte: i lavori di ripulitura del prospetto saranno implementati da una pelle in metalcrilato e retroilluminata, nuovo Landmark: " una Lanterna urbana". Quest'unico intervento prelude a una successiva futura fase di colonizzazione con il valore aggiunto di poter considerare questa porzione di edificio in modo indipendente dal resto del complesso, così da poter applicare dinamiche gestionali vantaggiose per l'amministrazione comunale.

 

Per info: http://culturadellacitta.it/

 

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