Comune di Ferrara

lunedì, 21 ottobre 2019

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CITTA' SOLIDALE E SICURA - Lunedì 4 marzo 2019 alle 9.30, nella sala dell'Arengo in residenza municipale. DOCUMENTAZIONE

Inchiesta su criminalità e disordine urbano a Ferrara: presentazione e tavola rotonda

04-03-2019 / Giorno per giorno

Lunedì 4 marzo 2019 alle 9.30 è in programma, nella sala dell'Arengo (piazza Municipio 2 - Ferrara), la presentazione dei risultati della ricerca "Diagnosi locale di sicurezza urbana". La ricerca, svolta con il sostegno e in collaborazione con l'Area Sicurezza Urbana e legalità della Regione Emilia Romagna, fornisce una analisi ragionata e la rilettura sistematica della serie storica dei dati ufficiali in materia di fenomeni criminali e di disordine urbano che riguardano la città di Ferrara (messi a disposizione da Prefettura, Polizia Municipale, Regione Emilia Romagna); inoltre presenta i risultati di una inchiesta sulle opinioni dei cittadini in merito alla sicurezza e ai fenomeni di vittimizzazione.

Questo in dettaglio il programma della presentazione dei risultati della ricerca "Diagnosi locale di sicurezza urbana" in programma il 4 marzo 2019 nella Sala dell'Arengo della residenza municipale:
9.15 - 9.30 Registrazione dei Partecipanti
9.30 - 9.45 Saluti Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara
9.45 -10.00 Introduce e coordina Gian Guido Nobili, responsabile Area Sicurezza Urbana e Legalità, Regione Emilia Romagna
10.00 -10.45 Presentazione dei risultati della ricerca a cura di Rossella Selmini, criminologa - Università del Minnesota

10,45-11.30 Tavola Rotonda con:
Giusy Muratore, primo ricercatore Istat
Marina Pirazzi, presidente Ass.ne ""EOS- Extrafondente Open Source"
Alfredo Alietti, docente Sociologia Urbana Università di Ferrara
Dalia Bighinati, direttore responsabile Telestense
Cristiano Bendin, caposervizio Il Resto del Carlino - Ferrara
Marco Zavagli, direttore responsabile Estense.com

 

DOCUMENTAZIONE ALLEGATA A FONDO PAGINA

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LA SCHEDA  (a cura degli organizzatori) - Inchiesta su criminalità e disordine urbano a Ferrara - Sintesi dei risultati della ricerca "Diagnosi locale di sicurezza urbana" 4 Marzo 2019

Il quadro che emerge da questa diagnosi dell'andamento della criminalità e delle opinioni
sulla sicurezza mostra da un lato un andamento della criminalità registrata di segno
positivo, dall'altro una città sicuramente spaventata e inquieta per i fenomeni della
criminalità in generale, in particolare in termini di rappresentazione sociale.
Per quanto riguarda la criminalità registrata nel confronto con il resto della regione
possiamo osservare che si confermano le caratteristiche di Ferrara, città che presenta
aspetti dinamici dello sviluppo urbano che la avvicinano a capoluoghi di dimensioni più
grandi, ed altri che la avvicinano invece a realtà più tranquille e provinciali. In termini di
reati denunciati, tuttavia, Ferrara presenta, con pochissime eccezioni una situazione
oggettivamente più positiva di altri territori regionali. In particolare sul piano della
comparazione con il resto dell'Emilia - Romagna, vediamo che:
 Per le denunce, il totale dei reati è inferiore a quello sia dei comuni capoluogo che
dell'intero territorio regionale
 Le rapine in abitazione sono inferiori ad altri comuni capoluogo e in genere anche al
territorio regionale (eccetto nell'anno 2012). Lo stesso può dirsi per le rapine negli
esercizi commerciali.
 Le rapine in banca hanno numeri notevolmente inferiori al resto del territorio
regionale.
 Anche gli scippi presentano numeri sempre inferiori agli altri capoluoghi, (eccetto
che nel 2012).
 Un altro dato positivo viene dai borseggi, che pure sono sempre inferiori, sia agli
altri comuni capoluogo, sia all'intero territorio regionale.
 Il numero dei danneggiamenti è inferiore a quello degli altri capoluoghi e simile a
quello del territorio regionale.
 Tutte le tipologie di reati violenti presentano tassi inferiori agli altri territori.
In termini di comparazione le eccezioni a queste situazioni positive - che pure non
delineano situazioni fortemente problematiche - sono individuabili in questi casi:
 I furti in abitazione, nel triennio 2012-2015, presentano tassi leggermente superiori
a quelli degli altri capoluoghi e del resto della Regione.
 Per i furti in esercizi commerciali si evidenzia una situazione simile a quella degli
altri capoluoghi di regione.
 Le rapine in pubblica via sono state sempre di molto inferiori a quelle degli altri
comuni capoluogo, ma hanno cominciato a crescere negli ultimi anni e nel 2017
raggiungono i tassi degli altri comuni capoluogo della regione.
Nell'andamento storico, possiamo notare che Il totale dei reati diminuisce nel decennio
(e anche negli ultimi 5 anni, -9%). La maggior parte dei reati analizzati, in particolare quelli

violenti, i furti di autovetture e i danneggiamenti, vedono una tendenza piuttosto
costante alla discesa.
Meritano una particolare attenzione invece le tendenze dei seguenti reati:
 I furti su autovetture sono in leggera ripresa dal 2010.
 Dal 2010 al 2017 sono in crescita anche le rapine nella pubblica via, che
rappresentano il fenomeno degno della maggiore considerazione ad uno sguardo
sull'oggi.
 I furti in abitazione sono un problema reale e diffuso. Hanno toccato un picco tra
2012 e 2015, mentre ora sono in rapidissima discesa.
 Tendono ad aumentare i borseggi, anche se i numeri, come si è detto, rimangono
inferiori a quelli del resto del territorio regionale.
I dati positivi delle denunce sono importanti, ma sarebbe necessario poterli interpretare e
spiegare. Dobbiamo per esempio capire che cosa ha funzionato e sta funzionando in
questo trend discendente, che è probabilmente la combinazione di più fattori: cittadini più
attenti, intensificazione dei controlli delle forze dell'ordine, cambiamenti
nell'organizzazione della criminalità locale e nelle modalità di scelta e commissione
dei reati, attività di prevenzione sociale e comunitaria. Quest'ultimo aspetto, in quanto
amministrazione comunale competente in questo ambito, è quello che ci interessa di più.
Nel quadro complessivamente positivo che si è delineato, sarebbe comunque importante
capire cosa è successo in un anno particolare, il 2012, in cui si registrano valori più
significativi per numerosi reati sia violenti che contro la proprietà (un fenomeno che si
osserva in tutta la regione, ma che per alcuni reati è particolarmente marcato a Ferrara).
Si tratta di aspetti che in una collaborazione proficua con le forze di polizia, potrebbero
essere meglio interpretati e spiegati ai cittadini. Si confida in ogni caso che anche gli
organi competenti per il controllo e la repressione dei reati sul territorio, Questura e
Prefettura, possano trarre da questa sistematizzazione un utile completamento alle loro
conoscenze, che consenta una programmazione mirata delle loro attività investigative e di
prevenzione.
Ancora più importante sarebbe però poter spiegare perché, a fronte di una situazione
oggettiva della criminalità che non presenta emergenze di particolare gravità, i risultati
dell'inchiesta sulle opinioni ci descrivono la realtà di una città complessivamente molto
spaventata e preoccupata. Emerge il quadro di una città non preoccupata per i livelli di
qualità della vita su altri piani (i servizi, il verde, il traffico, come si desume dalle risposte
alle domande sulle preoccupazioni sociali) ma molto spaventata per le questioni
economiche e per la criminalità, che, come si è visto, viene ritenuto il problema più grave
delle società attuali per il 20% dei cittadini. Complessivamente una percentuale che varia
tra il 20 e il 30 % dei cittadini (e per alcune domande questa percentuale si alza ancora)
esprime una visione negativa della sicurezza, soprattutto nella dimensione della
preoccupazione sociale. Nel confronto regionale, questa dimensione astratta è
particolarmente rilevante, poiché i ferraresi, molto di più dei loro vicini, ritengono la
criminalità un problema molto importante.
Quando però si chiede l'opinione sul proprio comune di residenza e sul proprio quartiere,
si evidenzia una certa differenza positiva, perché mediamente i ferraresi ritengono la
propria città o il proprio comune più sicuro di quanto non facciano i cittadini degli

altri comuni capoluogo. Si tratta di un aspetto importante che dobbiamo interpretare
bene, ma che dimostra che, ad una valutazione non in astratto, ma sul proprio territorio,
sulla vita quotidiana, la preoccupazione si ridimensiona. Sempre nel confronto regionale,
risultano valutazioni più positive anche per l'osservazione di fenomeni di inciviltà, che a
Ferrara sono molto meno comuni che negli altri comuni capoluogo.
Anche a Ferrara, come altrove, esiste molta disinformazione sui numeri della criminalità: 4
cittadini su 10 pensano che sia aumentata in Italia e altri 4 che sia rimasta stabile. Questo
è particolarmente vero per i cittadini con bassa scolarità. Tuttavia, i ferraresi sono
mediamente un po' più informati dei cittadini della regione. Queste valutazioni si ripetono
anche per l'andamento della criminalità nel proprio comune.
Il dato più positivo nel confronto regionale è quello relativo alla valutazione complessiva
della pericolosità del comune: quasi 7 cittadini su 10 ritengono il comune molto o
abbastanza sicuro, mentre negli altri comuni capoluogo sono poco più di 5 cittadini su 10.
La valutazione è più positiva che negli altri comuni capoluogo anche quando si descrive la
situazione del proprio quartiere. Oltre 7 cittadini su 10 ritengono il problema della
microcriminalità nel loro quartiere poco o per niente grave, rispetto a 6 cittadini degli altri
comuni capoluogo. Sono in genere le persone più giovani e persone con alta scolarità
ad esprimere le opinioni più positive.
Il senso di insicurezza camminando nel proprio quartiere, invece, è elevato e
leggermente superiore a quella regionale sia dei capoluoghi che degli altri comuni. (33%).
Questo è soprattutto vero per le donne e le persone con bassa scolarità. E aumenta molto
per coloro che osservano fenomeni di spaccio di droga, un problema che, per quanto
all'attenzione degli organi di polizia, rimane preoccupante e in gradi di generare allarme
sulla comunità intera anche se concentrato in un'area precisa.
Nonostante queste valutazioni negative, notiamo però che percentuali elevate di cittadini
non si fanno condizionare nei loro comportamenti e adottano in misura mediamente
meno elevata che nel resto della regione dei comportamenti di evitamento.
Complessivamente, comunque, 3 cittadini su 10 ritengono che la criminalità
influenzi la loro vita in modo significativo, un dato in linea, grosso modo, con il resto
del territorio regionale.
In estrema sintesi: la preoccupazione per la criminalità è espressa più in termini
astratti e di autorappresentazione. Nell'analisi di comportamenti più concreti scema.
Significa che esiste un forte condizionamento culturale sul sentimento di sicurezza,
dovuto probabilmente alle campagne di stampa, alla presenza di un luogo con cattiva
reputazione che influenza una collettività più ampia, e all'osservazione di fenomeni
oggettivi che inquietano e che si estendono a varie dimensioni della preoccupazione per la
criminalità e la sicurezza.
Più positivi che nel resto della regione sono i dati sulla vittimizzazione diretta e
indiretta. Il 12% afferma di aver subito un reato (valore inferiore a quello di altri
capoluoghi), ma molti di più hanno avuto notizia di reati commessi ai danni di conoscenti o
parenti. Il reato più comune è quello del furto in abitazione, seguito dal furto di bicicletta.
Oltre il 70% dei cittadini ha denunciato il reato subito, un dato di gran lunga superiore
a quello del resto dell'Emilia - Romagna.

Infine, la situazione della percezione del disordine urbano è abbastanza positiva (anche
nel confronto regionale). I problemi che vengono maggiormente segnalati sono: giovani
che bivaccano o fanno rumore e presenza di persone senza fissa dimora. Non
emerge in maniera importante la conflittualità violenta. Come in altre ricerche dello stesso
genere, l'osservazione di fenomeni di degrado urbano (e in particolare lo spaccio e il
consumo di stupefacenti) ha una influenza importante sul sentimento di insicurezza,
facendolo crescere.
Sull'immigrazione emergono indubbiamente opinioni preoccupate e negative, anche qui,
di nuovo, soprattutto in astratto. Il 17% degli intervistati ha indicato l'immigrazione come il
problema più importante della realtà contemporanea e per una grande maggioranza di
ferraresi gli immigrati in Italia sono "troppi". Questa opinione scende però sotto la
maggioranza (il 43%) quando si valuta la presenza di immigrati nel proprio comune.
Ritroviamo quindi anche nelle opinioni sull'immigrazione una forte preoccupazione nella
rappresentazione sociale del fenomeno, e una preoccupazione meno forte quando si
riconduce il fenomeno al proprio territorio o ad alcune situazioni concrete, esemplificate da
affermazioni sulle quali esprimere un accordo o un disaccordo.
Convivono nell'opinione pubblica ferrarese opinioni negative, ma anche opinioni
fortemente positive: per esempio sul diritto di professare il proprio culto (lo ritiene giusto
l'80% dei cittadini), e di accedere a certi diritti (cittadinanza, voto, libertà di movimento),
mentre gli intervistati sono più preoccupati della competizione con gli immigrati sulle
risorse (lavoro e alloggi popolari).

 

 

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