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giovedì, 17 ottobre 2019

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Nota dell'Amministrazione comunale in merito all'incontro degli ass. Travagli e Balboni con IFM al Petrolchimico sulle attività di bonifica

08-10-2019 / Giorno per giorno

Un nuovo incontro tra i rappresentanti dell'Amministrazione comunale di Ferrara e il Gruppo IFM si è svolto ieri, lunedì 7 ottobre 2019, nella sede del Polo Chimico Industriale di Ferrara per fare un ulterore aggiornamento della situazione delle attività di bonifica all'interno dell'area produttiva. In particolare si è parlato degli interventi relativi ai terreni e alla falda freatica superficiale e profonda sulla base dell'Accordo di Programma e dei progetti presentati dalle società insediate e gestito dalla società consortile IFM. 

"Vi è attenzione massima da parte dell'Amministrazione comunale, dell'Ufficio ambientale e del Petrolchimico alle operazioni di bonifica, che non hanno mai subito rallentamenti - ha confermato l'assessore alle Attività Produttive Angela Travagli -. Ci siamo recati per la seconda volta in pochi mesi al Polo Chimico e Industriale per continuare a monitorare le attività e vi è un dialogo costante con le realtà produttive operanti all'interno. Tanta attenzione è rivolta anche verso l'apertura dell'area produttiva agli studenti, con un bel progetto di alternanza scuola lavoro rivolto a dieci ragazzi inseriti in Lyondell Basell".

"Rispediamo al mittente le polemiche recentemente apprese da alcuni organi di informazione sulla presunta scarsa attenzione dell'Amministrazione all'azione di bonifica - ha affermato l'assessore all'Ambiente Alessandro Balboni -. Già in Giunta comunale abbiamo approvato il monitoraggio di SEF, la società di Eni Power Ferrara che è propedeutica ad un progetto operativo di bonifica  e di analisi dei rischi che come giunta torneremo a trattare e affrontare. Rispediamo al mittente anche le accuse di mancanza di collaborazione con l'Università di Ferrara, visto che sono diversi i rapporti di collaborazione già in campo e altri sono in programma su questo tema, ma soprattutto non si sono mai interrotti i progetti di inserimento lavorativo".

Questa la scheda di aggiornamento che IFM ha condiviso con la delegazione del Comune di Ferrara nell'incontro di ieri.

- Lo Stabilimento Petrolchimico di Ferrara e la Bonifica del sottosuolo

Lo Stabilimento petrolchimico di Ferrara, un'area attrezzata di 250 ettari in cui sono presenti società multinazionali quali:

  • Versalis;

  • Syndial;

  • SEF (Società Enipower Ferrara) del gruppo ENI;

  • Basell Poliolefine Italia (gruppo LyondellBasell, a capitale americano);

  • Yara Italia (Gruppo Yara, norvegese);

  • Celanese e Sapio.

All'interno del Polo Industriale e Tecnologico vi è la presenza di impianti produttivi nell'ambito dei prodotti della chimica di base derivata dal petrolio su un'area fortemente antropizzata con attività produttive di lungo corso, tant'è che proprio nel novembre 2020 sarà celebrato l'80° anniversario del petrolchimico.

L'area dello stabilimento petrolchimico ferrarese presenta alcune passività ambientali, con un grado di contaminazione complessivamente modesto, che richiede comunque un impegno per assicurarne il risanamento. I procedimenti di bonifica hanno recentemente ricevuto nuovi impulsi propulsivi.

Per quanto riguarda i terreni e la falda freatica superficiale, le singole aziende, così come previsto dall'Accordo di Programma, insediate nello stabilimento stanno attuando le attività di monitoraggio o di bonifica previste nei vari progetti approvati dalla Giunta Comunale.

Relativamente alla falda profonda, per il cui risanamento è in corso di attuazione un progetto di bonifica presentato congiuntamente da tutte le Società insediate e gestito dalla società consortile IFM, la notizia di questi giorni è il rinnovo del mandato a IFM, per i prossimo 10 anni, di proseguire con la gestione dell'impianto appositamente costruito e delle relative campagne di monitoraggio dello stato qualitativo della falda.

Il progetto di bonifica della falda confinata, un corpo idrico che si estende da una profondità di circa -15 m fino a -40 m dal piano campagna, si basa su un insieme di due diverse tecnologie che svolgono un'azione sinergica mirata al risanamento di tale corpo idrico dall'inquinamento dovuto alla presenza di CVM, frutto di contaminazioni risalenti agli anni '60.

E' stata realizzata una barriera di 42 pozzi profondi 22 metri per l'implementazione della bioremediation assistita in situ, tecnologia che mira a creare, mediante iniezioni di composti ossidanti a lento rilascio di ossigeno ogni 15-18 mesi, un ambiente ricco di ossigeno nell'intorno della barriera di iniezione per favorire l'attività dei batteri aerobi e assicurare una più rapida degradazione del CVM ivi presente.

E' stata inoltre implementata anche la tecnologia del "Pump&Treat" allo scopo di aspirare l'acqua dalla porzione maggiormente inquinata dell'acquifero e di inviarla ad un apposito impianto di trattamento.

L'impianto di Pump&Treat è costituito da 7 pozzi di emungimento dell'acqua di falda profondi 22 metri, dalle tubazioni di interconnessione, per una lunghezza complessiva di 2 km, da un impianto di prefiltrazione, composto da un ossigenatore e tre filtri autopulenti, e da un già esistente impianto di trattamento finale delle acque di falda di proprietà e gestione della società Syndial (gruppo ENI), in cui il CVM viene trattato in una sezione di ossidazione catalitica e completamente rimosso dalle matrici ambientali.

Complessivamente, solo per il progetto operativo della falda confinata sono stati investiti finora 12 milioni di euro. Il recente rinnovo del mandato ad IFM per la prosecuzione del progetto nella sua fase di gestione operativa rappresenta un impegno ad investire ulteriori 5 milioni di euro nei prossimi 10 anni.

Il progetto unitario di bonifica della falda confinata, che ha mosso i primi passi nel 2001-2002 con il Piano della Caratterizzazione, ha vissuto vari snodi delicati a livello sia normativo che istituzionale, che è stato possibile dipanare grazie alla collaborazione proattiva tra Enti Pubblici e Società insediate nel petrolchimico. Nel percorso che ha portato il progetto di bonifica a concretizzarsi nel corso degli ultimi due anni, l'elemento qualificante è stata la visione complessiva degli importanti obiettivi sottesi a tale attività, mantenuti sempre ben presenti sia dagli Enti Pubblici, coordinati dal Comune di Ferrara, che dalle Società coinsediate.

L'attività di bonifica attuata nel corso di questi anni ha determinato, ad oggi, per le matrici superficiali la seguente situazione:

 

  • 13 ettari con certificati della Provincia (ora ARPAE SAC) con chiusura del procedimento di bonifica;

  • 87 ettari con Analisi di Rischio Approvata senza la necessità di presentazione del Progetto Operativo di Bonifica, e restituzione agli usi legittimi;

  • 90 ettari con richiesta di presentazione dei Progetti Operativi di Bonifica;

  • 22 ettari con Analisi di Rischio approvata post intervento di bonifica;

  • 33,5 ettari con attività di messa in sicurezza;

  • 7,5 ettari con messa in sicurezza permanente (ex discarica Mont.Eco e Zona Torce)

L'opportunità di disporre di aree risanate dal punto di vista ambientale e nuovamente fruibili per gli usi legittimi, sia per lo sviluppo di nuovi impianti sia per l'insediamento di nuove aziende, costituisce ormai una condizione imprescindibile per mantenere un livello elevato di competitività e di occupazione qualificata, in un contesto sempre più attento alla sostenibilità dello sviluppo e alla qualità della vita; consente inoltre di aumentare l'attrattività del Polo Industriale e Tecnologico nei confronti di nuove Società che vogliano insediare la propria attività in un'area che fornisce tutte le utilities necessarie al loro esercizio.

 

L'attenzione verso la ricerca e l'innovazione tecnologica da sempre contraddistingue lo stabilimento petrolchimico ferrarese, che mantiene stretti rapporti con l'Università di Ferrara, un tempo attraverso l'attivazione di master post laurea, attualmente mediante altre tipologie di collaborazioni, che hanno spesso portato all'assunzione di risorse di elevato profilo.

L'attenzione degli Enti locali e delle Società presenti nel polo chimico verso l'ambiente nell'ottica di uno sviluppo competitivo sempre più sostenibile in termini di riduzione degli impatti ambientali e dello sfruttamento delle risorse naturali è sempre al massimo livello.

Il nuovo impianto di produzione di gomme elastomeriche realizzato negli ultimi anni e la manutenzione degli impianti esistenti (attualmente è in corso la manutenzione degli impianti della società Yara per un investimento complessivo di circa 20 Milioni di euro) rappresentano un concreto esempio dell'impegno per la valorizzazione degli asset industriali del territorio.

 

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