Comune di Ferrara

domenica, 05 luglio 2020

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COMMERCIO E ATTIVITA' PRODUTTIVE - In vigore da inizio 2020 le modifiche al Regolamento comunale che riformano l'attribuzione delle categorie di imposizione

Imposta su pubblicità e affissioni: a Ferrara cambia la geografia tariffaria per far fronte all'attuale situazione economica

06-02-2020 / Giorno per giorno

Un aiuto alle attività cittadine più colpite dalle difficoltà della situazione economica. E' quello che si propongono di offrire le modifiche al Regolamento comunale per l'applicazione dell'Imposta sulla Pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, approvate con delibera del Consiglio comunale di Ferrara nella seduta del 4 febbraio scorso e valide già dall'1 gennaio 2020.

Principale intento delle variazioni adottate è il riequilibrio tra le attività che in questi anni hanno pagato di più per l'imposta su pubblicità e affissioni e la grande distribuzione, che ha invece usufruito di vantaggi. La volontà è infatti quella di abbassare le imposte per le attività dell'area entro le mura e di una parte del quartiere Gad, che passeranno dalla categoria 'speciale' a quella 'normale'; mentre saranno inserite nella categoria 'speciale' (che prevede una maggiorazione rispetto a quella 'normale') le aree della città in cui sono insediati i grandi centri commerciali e le attività della grande distribuzione. L'operazione comporterà per il Comune una riduzione complessiva degli introiti derivanti dall'imposta sulla pubblicità e le affissioni di circa 41mila euro annui.

Il provvedimento era stato illustrato lo scorso 20 gennaio, dagli assessori Matteo Fornasini e Angela Travagli ai rappresentanti della associazioni di categoria cittadine che avevano espresso il proprio apprezzamento per le novità previste. La delibera era poi stata sottoposta all'esame della Commissione consiliare competente, prima di approdare in Consiglio comunale per l'approvazione definitiva. E nella mattinata di oggi gli stessi assessori ne hanno illustrato obiettivi e caratteristiche salienti nel corso di una conferenza stampa nella residenza municipale.

"La normativa nazionale - ha spiegato l'assessore al Bilancio e commercio Matteo Fornasini - prevede che l'imposta sulla pubblicità sia applicata sulla base di tariffe diverse per le attività in categoria 'normale' e per quelle in categoria 'speciale', con una maggiorazione per queste ultime del 150% rispetto a quelle in categoria normale. Noi abbiamo ritenuto che l'impostazione fin qui applicata a Ferrara non fosse corretta, in rapporto alla situazione economica attuale, e abbiamo trasformato in categoria normale tutta l'area dell'entro mura cittadino, aggiungendo anche alcune vie del quartiere Gad dove più presente è la situazione di degrado, come quelle nelle vicinanze della stazione. Qui vorremmo infatti provare a creare condizioni più favorevoli per le eventuali attività che vorranno insediarsi, nell'ottica di un miglioramento della situazione dell'area. Complessivamente queste modifiche comporteranno un minor introito per le casse comunali, e di conseguenza un vantaggio per le attività cittadine, di circa 41mila euro annui".  

"Questa - ha puntualizzato l'assessore alle Attività produttive Angela Travagli - non vuole assolutamente essere una misura punitiva per alcune tipologie di attività a favore di altre, ma è il frutto di un'attenta analisi dell'attuale situazione economica delle diverse aree comunali, da cui, come è ormai evidente da diversi anni, emerge chiaro il momento non positivo per il commercio del centro cittadino, a causa di fattori non solo di carattere locale, ma legati anche alla congiuntura economica e all'espansione dell'e-commerce".

Ulteriori puntualizzazioni sono state espresse dall'assessore Fornasini in relazione all'emendamento alla delibera presentato dai consiglieri PD Caterina Ferri e Francesco Colaiacovo, con la richiesta di estendere la categoria normale a tutto il territorio comunale. Provvedimento che determinerebbe per il Comune un mancato introito di circa 900mila euro. "L'emendamento - ha precisato Fornasini - è stato dichiarato non ammissibile dal punto di vista finanziario e contabile dal dirigente capo della Ragioneria comunale".

 

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