Comune di Ferrara

domenica, 25 ottobre 2020.

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ASSESSORATO ALL'AMBIENTE - Focus sull'attività di recupero di animali selvatici feriti e di educazione ambientale dell'area verde di via Porta Catena

'Giardino delle Capinere', il bilancio di un'annata nel Report 2019 della Lipu di Ferrara

04-03-2020 / Giorno per giorno

Nel corso del 2019 al CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) attivo al "Giardino delle Capinere", l'area verde di via Porta Catena 118 a Ferrara, sono arrivati 1.215 animali selvatici malati o feriti, appartenenti a 92 specie autoctone e a 6 esotiche/domestiche, 530 sono stati gli animali guariti e liberati e più di 3 mila sono stati i visitatori del Centro Faunistico Didattico allestito nella stessa sede. Inoltre l'intera gestione è costata oltre 7mila ore di lavoro da parte dei volontari.

Questi alcuni dei numeri contenuti nel 'Report 2019' - illustrati nella conferenza stampa svoltasi in mattinata nella residenza municipale - testimonianza di un anno di attività del "Giardino" gestito da Lipu Ferrara, sezione locale della Lega italiana protezione uccelli. Il bilancio di fine anno della struttura è stato tracciato dal responsabile di Lipu Ferrara Lorenzo Borghi e dai volontari Francesca Cucci e Davide Tartari. Era presente l'assessore all'Ambiente del Comune di Ferrara Alessandro Balboni.

"Un grazie per i bellissimi risultati va sicuramente a tutti i volontari, - ha affermato l'assessore Alessandro Balboni - che rendono questa realtà concreta e trasformano i valori per cui si battono in azioni. Il 'Giardino delle Capinere' non ha solo una valenza naturalistica e ambientale, di tutela della vita degli animali e del paesaggio, ma anche un forte valore educativo. Il contatto con questa piccola oasi verde e felice fa infatti conoscere alle giovani generazioni il rispetto della natura,  favorendo la crescita di una coscienza ecologica, ambientalista e animalista. Elementi oggi più che mai indispensabili. Il 'Giardino - ha aggiunto l'assessore  - è poi un un centro importante sia in chiave sociale sia turistica, al quale l'Amministrazione garantisce massima attenzione, anche alla luce delle difficoltà degli ultimi anni legate ai diversi passaggi di competenza istituzionale".

 (Comunicazione a cura degli organizzatori)

Report Lipu 2019 - Animali arrivati e liberati
(...) Nel corso del 2019 sono stati consegnati, presso il CRAS della LIPU di Ferrara, 1.215 animali di 92 specie autoctone e 6 esotiche/domestiche, la maggior parte delle quali appartenenti alla classe degli Uccelli (81,7%); seguono i Mammiferi (15,9%) e i Rettili (1,6%). Come successo negli anni precedenti, l'andamento mensile degli arrivi vede un'impennata nel periodo aprile - luglio corrispondente al massimo del periodo riproduttivo degli uccelli. Il picco si raggiunge sempre nel mese di giugno (301 animali nel 2019 con una media di oltre 10 nuovi ricoveri al giorno). Anche quest'anno sono state ricoverate diverse specie rare e/o ecologicamente rilevanti: basti ricordare i 3 esemplari di Tortora selvatica (Streptopelia turtur), i 2 di Lodolaio (Falco subbuteo) e un Moriglione (Aythya ferina) classificati da BirdLife come SPEC1, cioè in uno stato di conservazione critico. Sono stati affidati alle nostre cure anche molti individui di altre specie sempre più rare come Assiolo (Otus scops), Pigliamosche (Muscicapa striata), Averla piccola (Lanius collurio), Rondone comune (Apus apus), Civetta (Athene noctua), Barbagianni (Tyto alba) e molte altre. Precisiamo che quasi un terzo degli uccelli ricoverati nel 2019 risulta essere più o meno gravemente minacciato.(...) Dal 1993, pur con qualche flessione, il numero di ricoveri è aumentato costantemente, raggiungendo il massimo di 1.560 nel 2012. Tra il 2003 ed il 2009 il numero di arrivi è rimasto altalenante, probabilmente a causa del clima di diffidenza creatosi a seguito delle informazioni circolanti sull'influenza aviaria.
 
Negli anni più recenti l'andamento è stato altalenante (sebbene sempre superiore ai mille ricoveri) ed è difficile poter ricondurre questo "saliscendi" a delle cause certe. Probabilmente esse sono da ricercare in vari fattori, primo fra tutti il clima (che influisce sul numero di nascite e quindi sul numero di pulli che vengono consegnati al CRAS) ma anche alla vasta opera di sensibilizzazione telefonica dei cittadini volta a frenare gli arrivi non necessari.
Nella Delibera della Regione Emilia Romagna n° 2966/2001, "Direttive relative al recupero della fauna selvatica", si legge che "Il ritrovamento di capi di specie selvatiche, morti, feriti o debilitati (...) deve essere consegnato ad un CRAS autorizzato (...)". Questo è il motivo per cui, presso il nostro Centro di Recupero, un alto numero di animali viene consegnato già morto o in condizioni talmente gravi da renderne impossibile il recupero. Come negli anni precedenti, anche nel 2019 gli animali pervenuti al Centro presentavano, in massima parte, fratture di origine incerta (probabilmente da ricondursi a impatti con Se confrontiamo il numero di arrivi con il numero di animali liberati, si può osservare come questi ultimi siano pari a circa il 45% del totale. Tuttavia, tenendo conto di quanto detto in precedenza, la percentuale di successo ha più senso se calcolata non sul totale di animali ricevuti ma sul totale di animali oggettivamente "salvabili". Così facendo essa si attesta attorno al 80-85%, un valore che è motivo di orgoglio per il Giardino delle Capinere.

Come negli anni precedenti, anche nel 2019 gli animali pervenuti al Centro presentavano, in massima parte, fratture di origine incerta (probabilmente da ricondursi a impatti con automezzi o vetrate). Fratture e lussazioni, specialmente quando coinvolgono le ali, necessitano purtroppo di lunghi periodi di permanenza affinché le ossa possano ricalcificarsi grazie a sistemi di fissazione chirurgici e non. Elevato, ovviamente, è anche il numero di animali che giunge al Centro denutrito e/o disidratato (spesso sintomo di infezione) e il numero di ricoveri dovuti a predazione da parte di animali domestici come gatti e, in misura minore, cani. Gli altri motivi di ricovero possono essere suddivisi in: patologie dell'occhio (frequenti nei rapaci notturni, possono rendere l'animale totalmente o parzialmente cieco perciò non autosufficiente), paresi (spesso dovute a traumi), intossicazioni (tipiche di specie onnivore e opportuniste che si nutrono, a volte, nelle discariche), imbrattamenti da colla per topi e malattie infettive tra le quali ricordiamo West Nile Desease, Usutu, Newcastle Desease e una particolare forma di sindrome ischemica degli arti, sempre più diffusa, dovuta a plasmodi unicellulari trasmessi dalla puntura delle zanzare (essi, proliferando negli eritrociti, impediscono la circolazione del sangue nelle dita delle zampe e sulla punta delle ali e causano ischemia e necrosi dei tessuti). Di quest'ultima infezione sono vittime soprattutto i rapaci del genere Falco, come il comune gheppio, ma è stata riscontrata anche nelle poiane. Infine va ricordato che nel periodo primaverile/estivo la maggior parte degli animali ricoverati al CRAS sono giovani uccelli caduti dai nidi e raccolti da passanti sensibili alle tematiche ambientali. Purtroppo molti di questi esemplari, che richiedono uno sforzo notevolissimo ai volontari, non necessiterebbero di un intervento umano, perché in natura i genitori sono soliti nutrire i piccoli anche al di fuori del nido. Per questo motivo, quando possibile, cerchiamo di scoraggiare l'intromissione umana nel ciclo naturale riproduttivo.(....)

 I visitatori

(...) Nel corso del 2019 sono stati 3.102 i visitatori del Giardino delle Capinere che, durante la sua attività è stato apprezzato anche da molti turisti stranieri provenienti da tutto il mondo (Argentina, Australia, Austria, Brasile, Francia, Germania, Lituania, Norvegia, Russia e USA).

Il Giardino delle Capinere è aperto al pubblico il mercoledì dalle 15 alle 16,30 e il sabato dalle 10 alle 11,30. Per i gruppi e le scolaresche le visite sono prenotabili anche in altri giorni della settimana e hanno una durata di circa 45/120 minuti.

 

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