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martedì, 27 ottobre 2020.

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CENTRI RICREATIVI ESTIVI - Comune, Cooperazione sociale e rappresentanze sindacali insieme nel tavolo operativo. Fabbri: "un modello operativo unico, un risultato importante per bambini, famiglie e operatori"

Un lavoro di squadra per riprogettare e ripartire con le attività estive 2020 dedicate all'infanzia

18-06-2020 / Giorno per giorno

"Il risultato di ripartire in tutta sicurezza con i Centri ricreativi estivi dedicati ai bambini e alle loro famiglie ci riempie di orgoglio e soddisfazione. Tutti i soggetti coinvolti hanno svolto una parte importante di un percorso che oggi dimostra come abbiamo creato un modello operativo non raggiunto in altre realtà regionali e non solo. Ce lo dicono i numeri, con 163 figure professionali coinvolte che andranno a gestire i 150 posti disponibili per i bambini dai 3 ai 6 anni e i 170 posti per quelli dai 6 ai 14 anni e ulteriori posti per bambini con disabilità". Queste le parole del sindaco di Ferrara Alan Fabbri in occasione della conferenza stampa svoltasi questa mattina nella sede della struttura per l'infanzia Aquilone di via Mambro, che ha visto la partecipazione dell'assessore alle Politiche Sociali Cristina Coletti, del presidente del Consorzio "RES - Riunite Esperienze Sociali" Elias Becciu e dei rappresentanti del mondo cooperativo e sindacale Chiara Bertelli (Legacoop Estense), Chiara Bertolasi (Confcooperative Ferrara), Natale Vitali (Cgil-Fp), Sonia Uccellatori (Cisl-Fp) e Leonardo Uba (Uil-Fp).

Dopo lo stop di tutte le attività per l'infanzia dettato dall'emergenza sanitaria Covid 19, è subito iniziato un intenso lavoro di riprogettazione dell'offerta rivolta alle famiglie del territorio che ha visto coinvolte in modo sinergico e serrato l'Amministrazione comunale e le cooperative, assieme ai sindacati e all'autorità sanitaria, "una dinamica operativa - spiega l'assessore comunale alle Politiche sociali Cristina Coletti - che ha consentito di predisporre in piena sintonia e armonia di intenti tutto quanto necessario per tornare ad accogliere i bambini, i ragazzi e le loro famiglie, e per consentire ad educatrici ed educatori di riprendere il lavoro in sicurezza prima possibile".

Dal 26 maggio, il tavolo congiunto convocato dal Comune con i soggetti interessati, ha iniziato a riunirsi a Ferrara per impostare le attività e per poter arrivare, con un significativo impegno organizzativo, a questa settimana dove è in corso l'accoglienza progressiva dei bambini iscritti alle attività  estive dedicate ad infanzia e adolescenza, affidate al Consorzio RES per il Comune di Ferrara.

Questi i numeri dei Centri Ricreativi del Consorzio RES che raccoglie quattro realtà importanti del settore cooperativo sociale come CIDAS, Il Germoglio, Le Pagine e Serena.

"Ci avviamo a superare passo dopo passo un periodo veramente pesante e difficile per tutti, e in particolare per le famiglie con figli - aggiunge l'assessore Coletti - ma abbiamo voluto puntare tutto sulla sicurezza di bambini, famiglie e operatori. Questo ha comportato una azione molto articolata, che ha in parte rallentato i percorsi ma con l'aiuto e la collaborazione di tutti abbiamo rispettato esigenze e attese".

Ripensare interamente un servizio storico e consolidato è stata una sfida importante, raccolta con entusiasmo e responsabilità dalle cooperative sociali per far fronte alle necessità di supporto espresse dalla comunità, in particolare dalle famiglie del territorio con il bisogno di ricreare la socialità dei più piccoli dopo mesi di isolamento, tenendo sempre conto dell'esigenza di tutelare il lavoro delle tante educatrici e educatori impiegati nelle attività.

Nello specifico, il complesso percorso che ha reso possibile la ripartenza, è consistito nell'individuazione dei plessi dove svolgere le attività e nella loro mappatura, recependo le normative nazionali e regionali sulle attività estive.

Ogni informazione e idea di sviluppo progettuale è stata condivisa nei tavoli congiunti con Amministrazione comunale, Istituzione Educativa, cooperazione sociale, Azienda USL e Sindacati.

È stato ridisegnato il progetto pedagogico tenendo conto del contesto nuovo ed inedito, che ha ridefinito e messo ancora più a valore il concetto del prendersi cura.

Sono stati consultati medici e responsabili della sicurezza per valutare ogni rischio per operatori e bambini e predisporre tutte le azioni e dispositivi per garantire le maggiori condizioni di tutela, per chi lavora e per chi beneficia dei servizi.

Sono stati predisposti percorsi di formazione sanitari sull'uso dei Dispositivi di Protezione Individuale, sulle attività da realizzare e sulla gestione degli spazi.

È stata accuratamente riorganizzata la turnazione del personale, per garantire a quante più persone la ripresa del lavoro, dopo mesi di sospensione.

La priorità delle cooperative sociali, congiuntamente all'Amministrazione comunale, è ora quella di tornare ad offrire una proposta educativa di qualità e adeguata alle circostanze, che consiste in attività per piccoli gruppi con educatori dedicati, da svolgere soprattutto negli ambienti esterni delle scuole ridefinendo le attività di gioco, i laboratori, i momenti di riposo, sulla base delle nuove indicazioni di sicurezza per tutelare i più piccoli e gli educatori stessi. Tutte le attività riproporranno, in una nuova veste, i temi di salute, cura di sé stessi, socialità, ed anche la necessaria rielaborazione della complessità del periodo vissuto.

"Siamo soddisfatti dello sforzo congiunto che ci ha visto collaborare a stretto contatto con le Istituzioni del territorio, per valutare prima i nuovi bisogni emersi e costruire in seguito le migliori proposte" ha dichiarato Elias Becciu, presidente del Consorzio RES e responsabile del Settore Educativo di CIDAS. "Siamo felici di tornare a dedicarci alla nostra missione di cura e sostegno alla crescita dei giovani di questa città".

 

Parole di apprezzamento e di elogio sono arrivate anche dai rappresentanti dei sindacati per la parte relativa al pubblico impiego che hanno sottolineato come "i protocolli operativi firmati nei giorni scorsi abbiano superato dal punto di vista qualitativo tutte le direttive e le linee guida ricevute dai livelli regionali e governativi, un segno inconfutabile che a Ferrara si è lavorato tutti molto bene tenendo ben conto di tutti gli aspetti pratici e organizzativi, comprese le aspettative di sicurezza degli operatori delle strutture coinvolte. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda certamente le tariffe che rimangono pressoché invariate rispetto al passato nonostante la situazione e i numeri siano molto diversi, una dinamica non scontata considerando che l'offerta privata in questo settore ha costi ben diversi, spesso insostenibili da parte delle famiglie".

Questi i dati relativi ai Centri ricreativi estivi avviati il 15 giugno (aggiornati al 17-6-2020), forniti nel corso della conferenza stampa:

- CRI-Centri ricreativi per l'infanzia 3-6 anni: 150 posti disponibili;
- CRE-Centri ricreativi estivi 6-14 anni: fino a 170 posti disponibili (la possibilità di accoglienza è variabile tra 120 e 170 posti, in base all'età dei bambini che si iscrivono, perché è necessario mantenere il rapporto di 1 educatore per max 7 bambini under 10 e 1 educatore per max 10 bambini se over 10);

- 16 plessi allestiti: 10 per i CRI (Centri Ricreativi per l'Infanzia da 3 a 6 anni) e 6 per i CRE (Centri Ricreativi Estivi da 6 a 14 anni);

- 130 bambini iscritti ai CRI per il mese di giugno (a cui se ne aggiungono 10 dell'integrazione educativa);

- 78 bambini iscritti ai CRE per il mese di giugno (a cui se ne aggiungono 26 dell'integrazione educativa);

- 4 cooperative sociali coinvolte: Cidas, Il Germoglio, Le Pagine e Serena;

- 163 figure professionali impiegate: 94 educatori, 47 ausiliarie, 6 figure di coordinamento, 16 operatori per le sostituzioni;

- 20 sopralluoghi per valutazione sicurezza e produzione di 16 relazioni sulla gestione sanitaria del servizio;

- 518 ore di formazione sanitaria svolte;

- 153 ore di formazione sulla sicurezza;

- 36 incontri preliminari con le famiglie;

- 21.000 mascherine fornite al personale e ai bambini sopra i 6 anni, secondo le disposizioni sanitarie vigenti;

- 8000 camici forniti al personale, oltre a materiale per la sanificazione, termoscanner e tappetini igienizzanti per ogni plesso;

I CRI ed i CRE sono inoltre predisposti per le attività di integrazione per tutti i bambini con disabilità dai 3 ai 16 anni che ne hanno fatto richiesta. 

 

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