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INTERNAZIONALE A FERRARA - Sabato 13 e domenica 14 febbraio 2021 incontri in diretta streaming sul canale Fb del periodico. Report dei dibattiti del fine settimana di gennaio

Internazionale edizione straordinaria: focus a febbraio su Europa e disuguaglianze

18-01-2021 / Giorno per giorno

Aggiornamento - Internazionale a Ferrara

"Se l'operazione di Next Generation Eu funzionerà potrebbe essere ripetuta" ha detto Paolo Gentiloni in una intervista esclusiva durante l'ultimo appuntamento di Internazionale a Ferrara, che si è chiuso ieri (17 gennaio). Con anche le testimonianze dalla Bielorussia, un ragionamento sulle disuguaglianze con il prof. Zamagni e un approfondimento sull'ascesa delle nuove destre. Prossimo appuntamento con il festival 13 e 14 febbraio, ancora una volta in diretta streaming.

In diretta streaming

Si è chiuso ieri l'appuntamento di gennaio di Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo organizzato dalla rivista diretta da Giovanni De Mauro con il Comune di Ferrara. Un'edizione con un format nuovo per "un festival ponte" che vedrà un appuntamento al mese in streaming sul canale Facebook del settimanale fino a maggio. Gli incontri hanno costituito un approfondimento sulla grande sfida che oggi aspetta l'Unione Europea. Il vecchio continente si trova ad affrontare una pandemia che ha acuito la crisi sociale e ha portato con sé effetti inaspettati. Così, se da un lato abbiamo assistito al rafforzamento delle destre e a nuova spinta verso le manifestazioni per le libertà fondamentali, dall'altro abbiamo osservato l'Europa muoversi come un soggetto unico per far fronte all'urto causato dall'epidemia: Recovery Fund e campagna vaccinale ne sono un esempio. Se ne è parlato in "Una sfida per l'Europa", sabato 16, con Paolo Gentiloni, Commissario Europeo per gli affari economici e monetari, a colloquio con i corrispondenti della stampa estera, Jérôme Gautheret, Le Monde e Silvia Sciorilli Borrelli, Financial Times (evento in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea).


"Il 2020 è stato per l'Unione Europea un anno terribile dal punto di vista dell'impatto sanitario, economico e sociale della pandemia - ha spiegato il commissario Gentiloni - Ma anche straordinario per tre motivi: abbiamo visto l'Ue presente, all'avanguardia addirittura, nei confronti del cambiamento climatico, lanciando la sfida del Green deal europeo (e io penso che abbia avuto ragione), poi - ha aggiunto - la risposta economica senza precedenti alla crisi sanitaria; infine l'idea del debito comune per obiettivi comuni". Inoltre, ha annunciato l'ex premier "se l'operazione di Next Generation Eu funzionerà potrebbe anche essere ripetuta. Magari su obiettivi diversi e forme diverse". Gentiloni ha poi sottolineato come non sia ''un problema di risorse del Recovery ma se saremo in grado di spenderle bene e non sprecarle, il punto è il valore aggiunto qualitativo e quantitativo che saremo capaci di mettere nei piani e per questo lavoriamo molto. Dobbiamo tirare fuori il massimo da questa cosa senza precedenti"'.


Ma si è discusso anche di come l'epidemia da Covid-19 si sia rivelata come crisi sociale, acuendo le disuguaglianze che sono generate dalle regole del gioco economico e soprattutto finanziario. L'occasione è stata la presentazione di Disuguali (Aboca Edizioni, che ha collaborato all'evento), il volume di Stefano Zamagni, professore economista e ex presidente dell'Agenzia per il terzo settore, oggi presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali. Insieme a lui Laura Serrano Conde, giornalista spagnola, corrispondente in Italia dell'Agenzia di Stampa Efe. Durante l'incontro, Zamagni ha spiegato che sarebbe più corretto parlare di sindemia perché la pandemia sanitaria non colpisce tutti allo stesso modo : "il virus - ha detto l'economista - non è l'unico responsabile della crisi sociale e infatti non ha colpito nella stessa misura e con le stesse modalità i diversi gruppi sociali. La disuguaglianza è un fatto che contribuisce assieme ad altri ad acuire i guasti che un fenomeno come l'infezione va determinando". "Le disuguaglianze - ha continuato Zamagni - sono funzionali al capitalismo perché tengono basso il costo del lavoro ma sono pericolose. Negli ultimi 40 anni le disuguaglianze sono aumentate e tenderanno sempre più ad aumentare per ragioni strutturali. Di fronte a questo si reagisce con misure paternalistiche che sono inadeguate e c'è un problema culturale a capire che la lotta alle disuguaglianze è importante per ragioni di natura etica e perchè sono le minacce più forti alla democrazia, come ci insegnano i fatti recenti".

Domenica 17 gennaio il festival è partito con una discussione tra Nadia Urbinati, politologa alla Columbia University e il politologo olandese Cas Mudde a partire dalla nuova indagine di quest'ultimo, Ultradestra. Radicali ed estremisti dell'antagonismo al potere (Luiss University Press). In Ultradestra, Mudde dimostra come l'emergere di forze un tempo considerate eversive non sia una tendenza episodica ma il momento culminante di un processo lungo anni che ha portato allo sdoganamento di stili, linguaggi e politiche un tempo ritenuti pericolosi. I recenti fatti americani confermano questa tesi: "l'estrema destra è stata una minaccia per decenni negli Stati Uniti e nei grandi paesi europei, in questo senso non era una novità - ha detto Mudde - ma sono rimasto sorpreso dalla violenza potenziale che i facinorosi potevano sprigionare e dal fatto che non solo abbiano cercato di attaccare Capitol Hill ma che siano anche riusciti a entrare. Quello che abbiamo visto il 6 gennaio scorso è stata una risposta inadeguata da parte delle forze dell'ordine che di solito è energica in questo tipo di azioni. Invece li hanno lasciati entrare, dobbiamo ricordarcene. Mi aspetto che all'insediamento di Biden lo stato sia più preparato". Mentre Nadia Urbinati ha spiegato come le destre europee e statunitensi siano accomunate da "una concezione antidemocratica di nazione escludente, identitaria, machista, nativista con visione espulsiva che può cambiare il senso delle nostre democrazie". Per entrambi un contributo alle destre estreme è stato dato dalla crisi economica del 2008 "perché davanti all'inerzia delle socialdemocrazie hanno avuto la possibilità di avere la rappresentanza delle classi lavoratrici attraverso politiche sovraniste e protezioniste" ha spiegato Urbinati mentre Mudde ha aggiunto che "gli schemi della destra estrema sono stati adottati prima dai partiti del centrodestra e poi del centrosinistra e questo rende il XXI secolo diverso rispetto alla fine del XX secolo".

Si è parlato infine delle proteste contro il regime di Aleksandr Lukashenko durante "La rivoluzione gentile in Bielorussia" (incontro in collaborazione con Parlamento europeo - ufficio di Milano) con la politica socialista belga Maria Arena, membro del Parlamento Europeo; Hanna Liubakova, giornalista bielorussa, e Veronika Tsepkala, attivista politica bielorussa. In apertura è stato mandato un video con il messaggio in cui Svetlana Tikhanovskaya, leader dell'opposizione bielorussa, ha chiesto che le sanzioni europee vengano estese. Veronika Tsepkala ha sottolineato che "le proteste sono pacifiche per volere degli stessi manifestanti e vanno avanti da 5 mesi per chiedere che la Bielorussia diventi un paese democratico, che ci siano libere elezioni e che siano subito liberati i prigionieri politici. Esortiamo donne, lavoratori e pensionati, studenti a continuare a scendere in piazza ogni domenica, altrimenti Lukashenko trasformerà la Bielorussia in un paese invivibile". Hanna Liubakova ha invece descritto il carattere orizzontale dell'opposizione a quella che lei definisce una "dittatura personalistica di stampo militare", "c'è una grande attivazione di quartiere, orizzontale, con una grande auto organizzazione a livello locale che diventerà un modello per il futuro della nostra governance. Dobbiamo conservare questo ecosistema di attivismo locale cosicché in primavera la protesta possa riemergere con forza rinnovata". Liubakova ha aggiunto che "nessuna richiesta dei manifestanti è stata soddisfatta e intanto la repressione non si è mai fermata, diventando ancora più capillare". Maria Arena, nel ricordare l'impegno del Parlamento Europeo con le sanzioni al regime di Lukashenko, ha detto che "difendere la democrazia in Bielorussia è importante per l'Europa, per dimostrare che diritti fondamentali sono ineludibili e se non sosteniamo il popolo bielorusso sarà un precedente molto pericoloso per la stessa unione".


Gli incontri di questo fine settimana e tutte le indicazioni per seguire il prossimo appuntamento il 13 e 14 febbraio sono disponibili sul sito di Internazionale www.internazionale.it/festival

 

Internazionale a Ferrara è promosso da Internazionale, Comune di Ferrara, Ferrara Arte, Regione Emilia Romagna, Università degli studi di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale, Ferrara feel the festival, Comune di Portomaggiore, Arci Ferrara, Assessorato alla cultura nell'ambito del Progetto Polimero promosso da Arci Emilia-Romagna e Associazione IF. Il Festival è reso possibile dalla collaborazione di Medici Senza Frontiere, charitypartner, e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, grazie a Unipol Gruppo, Fondazione Unipolis, Legacoop, con il sostegno di Alce Nero, Camera di Commercio di Ferrara, Le Stagioni d'Italia e Bonifiche Ferraresi, Università LUISS Guido Carli, Coop Alleanza 3.0, Cidas, Banca Etica, Etica Sgr, Laboratori Aperti e Ex Teatro Verdi, CGIL. Con la main mediapartnership di Rai e la media partnership di Radio3, RaiNews24, RaiCultura, tgR Emilia Romagna, Radio Radicale e @stoleggendo

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CronacaComune 13 gennaio 2021

Internazionale a Ferrara

Continua, con la nuova formula, Internazionale a Ferrara. Nell'appuntamento di gennaio 2021, al centro l'Europa con un'intervista esclusiva a Paolo Gentiloni, le testimonianze dalla Bielorussia, un ragionamento sulle disuguaglianze e un approfondimento sull'ascesa delle nuove destre. Ancora una volta in diretta streaming.

 

In diretta streaming

Il vecchio continente si trova ad affrontare una pandemia che ha acuito la crisi sociale e ha portato con sé effetti inaspettati. Così se da  un lato abbiamo assistito al rafforzamento delle destre e a nuova spinta verso le manifestazioni per le libertà fondamentali, dall'altro abbiamo osservato l'Europa muoversi come un soggetto unico per far fronte all'urto causato dall'epidemia: Recovery Fund e campagna vaccinale ne sono un esempio. 

Torna per approfondire la grande sfida che oggi aspetta l'Unione Europea, Internazionale a Ferrara. Appuntamento sabato 16 e domenica 17 gennaio 2021 in diretta streaming sul canale Facebook del settimanale con il festival di giornalismo organizzato dalla rivista diretta da Giovanni De Mauro con il Comune di Ferrara. Un format nuovo per "un festival ponte" che vedrà un appuntamento al mese fino a maggio. Una modalità diversa pensata per conciliare il rispetto delle limitazioni imposte dalle norme anti-covid con il desiderio di mantenere saldo il rapporto con la città e con il pubblico che negli anni ha partecipato alla manifestazione. Tutte le indicazioni per seguire il panel si trovano sul sito www.internazionale.it/festival

"Abbiamo avvertito la necessità di aprire una riflessione per comprendere le conseguenze del tempo che stiamo vivendo sulla nostra vita quotidiana - ha detto Chiara Nielsen, direttrice del festival e vice direttrice di Internazionale - la pandemia ha rimescolato le carte e oggi più che mai abbiamo bisogno di analizzare gli scenari futuri perché il mondo che ci verrà restituito sarà molto diverso da quello che conoscevamo. A ottobre abbiamo parlato della necessità di riallacciare i fili, di riprendere il discorso dopo la scossa della prima ondata, ora che abbiamo realizzato di non essere ancora fuori dalla crisi, vogliamo capire insieme quali sono gli strumenti che abbiamo messo in campo, comprenderne le potenzialità e analizzare i rischi".

 

Le scommesse dell'Europa 

L'epidemia da Covid-19 si è rivelata anche come crisi sociale, acuendo le disuguaglianze. Così se è la natura a creare la diversità tra gli uomini, sono però le regole del gioco economico e soprattutto finanziario a generare le diseguaglianze. Se ne discuterà sabato 16 gennaio, ore 16, durante la presentazione di Disuguali (Aboca Edizioni), il volume di Stefano Zamagni, professore economista e ex presidente dell'Agenzia per il terzo settore, oggi presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali. Insieme a lui Laura Serrano Conde, giornalista spagnola, corrispondente in Italia dell'Agenzia di Stampa Efe, moderazione di Alessandro Lubello, Internazionale. L'evento è in collaborazione con Aboca Edizioni e in streaming anche su abocaedizioni.com. Durante l'incontro, Zamagni analizzerà alcune delle soluzioni per ridurre le fratture sociali e la necessità di intervenire sulle istituzioni. Secondo l'economista la strada dovrebbe condurci verso l'adozione di strategie trasformazionali, distogliendo il focus dalle riforme. Per Zamagni infatti il riformismo è, oggi, il modo più visibile per fondare il conservatorismo, ma il capitalismo non è irreversibile. Durante l'incontro ci si domanderà quali siano, nelle condizioni attuali, le trasformazioni più importanti cui volgere l'attenzione.

La pandemia ha causato in tutto il continente la più grave recessione dal dopoguerra. Il piano di aiuti economici approvato dall'Unione è una grande occasione per rilanciare non solo l'economia ma il progetto stesso d'integrazione europea. L'Italia e gli altri paesi saranno in grado di coglierla? In "Una sfida per l'Europa", sempre sabato 16, alle 18, risponderà a questa e ad altre domande Paolo Gentiloni, Commissario Europeo per gli affari economici e monetari, a colloquio con i corrispondenti della stampa estera, Jérôme Gautheret, Le Monde e Silvia Sciorilli Borrelli, Financial Times (evento in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea). 

Domenica 17 gennaio si parte alle 16 con un incontro con il politologo olandese Cas Mudde che ha pubblicato la sua nuova indagine, Ultradestra. Radicali ed estremisti dell'antagonismo al potere (Luiss University Press). Riannodando il filo delle trasformazioni, reali o percepite, che hanno fatto seguito in Europa come negli Stati Uniti a eventi quali l'11 settembre, la "Grande recessione" del 2008 e la crisi dei rifugiati del 2015, lo studioso definisce le coordinate di un fenomeno che ha pervaso la politica degli ultimi anni. In Ultradestra, Mudde dimostra come l'emergere di forze un tempo considerate eversive sia tutt'altro che una tendenza episodica e destinata a esaurirsi nel breve periodo, bensì il momento culminante di un processo lungo anni che ha portato allo sdoganamento di stili, linguaggi e politiche un tempo ritenuti pericolosi e di minoranza. I recenti fatti americani confermano questa tesi. L'autore ne discuterà con Nadia Urbinati, politologa alla Columbia University. Modera Annalisa Camilli, Internazionale. 

Il 12 agosto 2020, tre giorni dopo il voto in Bielorussia, 250 donne con in mano dei fiori bianchi si sono riunite spontaneamente di fronte al mercato Komarovskij, nel centro di Minsk, per manifestare contro il regime di Aleksandr Lukasenko. I flash mob si sono ripetuti durante tutti i giorni delle proteste. Ma, oltre l'indignazione popolare contro la violenza del regime, quali sono le radici di questi atti di contestazione? Un movimento nonviolento, guidato da un gruppo di donne, che ha coinvolto una larghissima fetta della popolazione, ben oltre gli ambienti liberal e filoccidentali delle grandi città: a innescarla, il risultato evidentemente manipolato delle elezioni del 9 agosto. Perché la società civile si è svegliata proprio adesso? In che modo le proteste sono il compimento di un processo di maturazione civica e politica che dura da anni? Quali sono le implicazioni geopolitiche delle contestazioni? Se ne parlerà durante "La rivoluzione gentile in Bielorussia" sempre domenica 17 gennaio alle ore 18 con la politica socialista belga Maria Arena, membro del Parlamento Europeo; Hanna Liubakova, giornalista bielorussa, e Veronika Tsepkala, attivista politica bielorussa che ha ricevuto, a nome dell'opposizione del suo paese, il Premio Sacharov 2020 consegnatole a dicembre scorso dal Parlamento europeo. L'intervista sarà condotta da Andrea Pipino, Internazionale. L'incontro è in collaborazione con Parlamento europeo - ufficio di Milano.

 

 Un festival per tutti
L'incontro in streaming sarà in italiano e inglese, con traduzione simultanea, gratuito e senza bisogno di iscrizione. Dopo il live resterà disponibile sul sito di Internazionale. 

 

Internazionale a Ferrara è promosso da Internazionale, Comune di Ferrara, Ferrara Arte, Regione Emilia Romagna, Università degli studi di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale, Ferrara feel the festival, Comune di Portomaggiore, Arci Ferrara, Assessorato alla cultura nell'ambito del Progetto Polimero promosso da Arci Emilia-Romagna e Associazione IF. Il Festival è reso possibile dalla collaborazione di Medici Senza Frontiere, charitypartner, e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, grazie a Unipol Gruppo, Fondazione Unipolis, Legacoop, con il sostegno di Alce Nero, Camera di Commercio di Ferrara, Le Stagioni d'Italia e Bonifiche Ferraresi, Università LUISS Guido Carli, Coop Alleanza 3.0, Cidas, Banca Etica, Etica Sgr, Laboratori Aperti e Ex Teatro Verdi, CGIL. Con la main mediapartnership di Rai e la media partnership di Radio3, RaiNews24, RaiCultura, tgR Emilia Romagna, Radio Radicale e @stoleggendo

 

Comunicato a cura di Ufficio stampa Internazionale a Ferrara

press@internazionale.it

Elena Giacchino
e.giacchino@internazionale.it
3402682776

Silvia Bellucci, Luciana Cimino, Florentina Ricciarelli, Eleonora Mazzeo

 

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