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INTERNAZIONALE A FERRARA - II mese prossimo un nuovo weekend di incontri in diretta streaming del festival di giornalismo organizzato dalla rivista e dal Comune di Ferrara

Focus Stati Uniti e cultura, conclusa l'edizione straordinaria di febbraio di 'Internazionale a Ferrara'. Prossimo appuntamento 13 e 14 marzo

22-02-2021 / Giorno per giorno

(Comunicazione a cura Internazionale a Ferrara)

In diretta streaming

Si è chiuso ieri l'appuntamento di febbraio di Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo organizzato dalla rivista diretta da Giovanni De Mauro con il Comune di Ferrara. Un'edizione con un format nuovo per "un festival ponte" che vedrà un appuntamento al mese in streaming sul canale Facebook del settimanale fino a maggio. Gli incontri hanno costituito un approfondimento sulla nuova fase degli Stati Uniti, tra vecchie e nuove tensioni, sui rapporti della presidenza Biden con l'Unione Europea e sul ruolo dell'arte e della cultura per la costruzione di modelli economici sperimentali.

Gli Stati Uniti tra rinascita e conflitti 

Gli europei sembrano sollevati dopo l'elezione di Joe Biden e Kamala Harris e dopo i pessimi rapporti con la presidenza Trump. Ma davvero le relazioni tra Usa e Ue sono a una svolta? Secondo quanto emerso dal primo incontro, non esiste una risposta univoca, si tratta ancora di un'incognita, anche se le relazioni potrebbero migliorare, a partire dagli accordi sul clima per esempio, ma l'elemento decisivo saranno i rapporti che i singoli stati Ue terranno con la Cina. Una lettura che ha trovato d'accordo Steven Erlanger, attualmente principale corrispondente diplomatico per l'Europa del New York Times, il politologo Ivan Krastev, presidente del Center for Liberal Strategies di Sofia, Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, e la giornalista del New Statesman Emily Tamkin, intervenuti al panel Amici come prima, realizzato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Per Erlanger, bisogna capire che "senza covid, Trump avrebbe vinto le elezioni e c'è ancora il rischio che fra quattro anni torni un nuovo Trump. Intanto gli europei devono fare attenzione perché ormai possiamo parlare della coesistenza di tre o quattro Europe". Krastev ha ricordato che "il mondo è cambiato dopo il covid, ma non sappiamo come e la crisi è ben lungi dall'essere superata. Tuttavia tra Stati Uniti e Ue non si tornerà a un'alleanza come quella della guerra fredda, basata sul concetto di sicurezza". Secondo Emily Tamkin "ci vorrà tempo affinchè gli Stati Uniti recuperino credibilità, dopo l'assalto di Capitol Hill; ma soprattutto è importante per Biden trovare credibilità all'interno, dimostrare che il governo è in grado di fornire protezione, vaccini contro il covid e lavorare nell'interesse della popolazione. La nuova amministrazione si è data obiettivi di politica estera chiari e ambizioni, bisogna vedere se l'Europa è disposta a seguirla". E sempre di Stati Uniti si è parlato anche domenica con Jill Lepore, docente di Storia americana all'università di Harvard, e editorialista del New Yorker. La lunga intervista che la studiosa ha rilasciato a Internazionale, Le verità dimenticate degli Stati Uniti, è stata un viaggio attraverso la storia del paese per capire le radici profonde di questa crisi. Il recente saggio di Lepore, Queste verità, una storia degli Stati uniti d'America (Rizzoli 2020) è stato segnalato tra i "libri dell'anno" dal New York Times e dal Washington Post. "Se una persona si affida al "pacchetto" del mito americano, una storia di grande progresso, quello che è successo negli ultimi anni sembra arrivare dal nulla, ma in realtà gli Stati Uniti hanno una storia di passi avanti verso la giustizia razziale e poi indietro - ha spiegato Lepore - Ora Biden deve pensare a come realizzare dei programmi sociali che affrontino le disuguaglianze che si sono accumulate per generazioni. Finora i programmi per uscire dalla povertà sono stati dedicati solo ai bianchi che hanno accumulato ricchezza da trasmettere mentre gli afroamericani no. La pandemia ha esacerbato il divario razziale anche a causa di un sistema sanitario molto iniquo. I progressisti hanno avuto negli scorsi anni l'opportunità di migliorare le cose e invece le hanno peggiorate. Siamo a un punto di svolta nel nostro paese e abbiamo bisogno di un nuovo patto sociale come nazione che parta dal tema dell'uguaglianza. Sono certa che donne, giovani e studenti porteranno un contributo in questo senso".


Il capitale e la cultura

"Perché i singoli stati non fabbricano i vaccini anti covid se la tecnologia esiste? Perché poche strutture capitalistiche vogliono accaparrarsi i benefici economici che derivano da questa innovazione". Questa l'opinione della giurista Katharina Pistor. La professoressa della Columbia Law School ha presentato sabato in anteprima a Internazionale a Ferrara il suo libro, Il codice del Capitale (Luiss University Press 2021). Nel corso della conversazione Pistor ha spiegato come la legge, quando è usata bene, sia uno strumento fondamentale per garantire l'ordine sociale, mentre nel corso della storia è stata messa al servizio del capitale per creare ricchezza e disuguaglianza. Con Ripartire dalla cultura, evento realizzato in collaborazione con la Fondazione Unipolis, domenica si è avviata una discussione sul ruolo dell'arte dopo la crisi da covid-19 per la sperimentazione di nuovi modelli economici. "Occorre dare valore alla cultura come fattore strategico abilitante e pervasivo della città e dell'economia - ha detto Paola Dubini, Università Bocconi di Milano - ma se dobbiamo ripartire dalla cultura dobbiamo interrogarci a fondo sul lavoro culturale che in molti casi non è sostenibile. Se è risorsa strategica in primis deve creare lavoro sostenibile. La pandemia ci ha dimostrato che non possiamo puntare solo sull'attrazione di turisti, dobbiamo aprire a diversi pubblici, attrarre artisti e ricercatori, cittadini e cittadine e bambini e bambine". D'accordo Christian Greco, direttore del Museo egizio, "L'articolo 9 della Costituzione dà una risposta alla crisi da pandemia. È interessante che i padri costituenti abbiano messo come principio fondante della nazione la protezione del patrimonio culturale e che a questo abbiano legato subito la ricerca. Ci si lamenta per la mancanza di visitatori stranieri, ma perché non si investe sul fatto che ci sono 60 milioni di italiani? Il museo deve dialogare con la collettività, deve essere osmotico con i centri di ricerca e le università, un laboratorio di innovazione e formazione a tutti i livelli: non deve essere visitato più solo durante le gite ma deve essere parte integrante della formazione permanente per le scuole di ogni ordine e grado". Anche per Florinda Saieva, ideatrice dell'esperienza di riqualificazione artistica di Favara, il Farm Cultural Park, "l'arte non deve essere il fine, ma lo strumento che consente di rigenerare un contesto abbandonato, dare identità a un paese e prendersi cura delle persone. Bisogna pensare all'arte e alla cultura non solo in funzione dei turisti ma della tenuta dei territori". Infine l'artista e architetto argentino Tomás Saraceno, ha sottolineato come "stiamo vivendo una crisi a livello globale e quindi dobbiamo riuscire a ripensare non solo alla forma della realtà che conosciamo ma anche a produrre una realtà in forma diversa. Il problema è che qui superiamo l'antropocene, siamo addirittura nel capitalcene, da capitalismo, ovvero un'idea di consumismo sfrenato che mette veramente il pianeta sempre più a dura prova. E qui sicuramente la sensibilità di un artista può essere utile: l'arte non è solo semplice piacere visuale o anche concettuale, ma è riflessione sociale."

Le registrazione degli incontri di questo fine settimana (20-21 febbraio) e tutte le indicazioni per seguire il prossimo appuntamento il 13 e 14 marzo sono disponibili sul sito di Internazionale www.internazionale.it/festival

Internazionale a Ferrara è promosso da Internazionale, Comune di Ferrara, Ferrara Arte, Regione Emilia Romagna, Università degli studi di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale, Ferrara feel the festival, Comune di Portomaggiore, Arci Ferrara, Assessorato alla cultura nell'ambito del Progetto Polimero promosso da Arci Emilia-Romagna e Associazione IF. Il Festival è reso possibile dalla collaborazione di Medici Senza Frontiere, charitypartner, e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, grazie a Unipol Gruppo, Fondazione Unipolis, Legacoop, con il sostegno di Alce Nero, Camera di Commercio di Ferrara, Le Stagioni d'Italia e Bonifiche Ferraresi, Università LUISS Guido Carli, Coop Alleanza 3.0, Cidas, Banca Etica, Etica Sgr, Laboratori Aperti e Ex Teatro Verdi, CGIL. Con la main mediapartnership di Rai e la media partnership di Radio3, RaiNews24, RaiCultura, tgR Emilia Romagna, Radio Radicale e @stoleggendo


Per info: Ufficio stampa - Internazionale a Ferrara press@internazionale.it Elena Giacchino e.giacchino@internazionale.it 3402682776; Silvia Bellucci‬, Luciana Cimino, Florentina Ricciarelli‬, Eleonora Mazzeo 

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