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INCONTRO IN COMUNE - Sabato 27 gennaio 2024 alle 11 nella sala del Consiglio Comunale di Ferrara (piazza del Municipio 2) - AGGIORNAMENTO CON FOTO

Donazione di sangue: un incontro per avviare un percorso di sensibilizzazione alla raccolta fra i componenti delle comunità straniere provenienti dal Centro Africa

25-01-2024 / Giorno per giorno

Aggiornamento del 27-1-2024 - Nelle foto alcuni momenti dell'incontro con la Comunità Nigeriana del territorio ferrarese organizzato dal presidente del Consiglio comunale Lorenzo Poltronieri in collaborazione  l'Azienda Ospedaliero Universitaria e Azienda Usl di Ferrara, e la partecipazione di rappresentanti di Avis Ferrara, Coop. Cidas, Fondazione Migrantes e Forze dell'Ordine. Hanno illustrato il tema dell'importanza della donazione di sangue il dr. Gianluca Lodi, direttore Immunoematologia Trasfusionale Azienda Ospedaliera Fe e la dott.ssa Filomena Longo, direttrice Day Hospital Talassemie Emoglobinopatie Azienda Ospedaliera Fe.

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Sabato 27 gennaio 2024 alle 11 nella sala del Consiglio Comunale di Ferrara (piazza del Municipio 2) avrà luogo un incontro organizzato dall'Amministrazione Comunale di Ferrara in collaborazione con l'Azienda Ospedaliero Universitaria e Azienda Usl di Ferrara rivolto alla comunità Nigeriana, con l'obiettivo di promuovere l'informazione e l'educazione sanitaria dei cittadini in particolare riferita alla donazione del sangue. Si tratta di un primo momento nell'ambito di un percorso che coinvolgerà passo dopo passo anche altre comunità straniere del Centro Africa presenti in città.

All'incontro con le diverse componenti della Comunità Nigeriana del territorio ferrarese interverranno rappresentanti del Comune di Ferrara, dell'Azienda Ospedaliero Universitaria e Azienda Usl di Ferrara, Avis, Coop. Cidas, Fondazione Migrantes e Forze dell'Ordine.

Il sangue è un'esigenza quotidiana che diventa tragica ogni volta che manca, non solo in caso di eventi eccezionali quali incidenti, ma anche e soprattutto nella gestione ordinaria dell'attività sanitaria. 

L'integrazione fra popoli di diversa provenienza e cultura passa anche dal sangue. Un gesto semplice, quello della donazione, capace di abbattere tabù culturali e pregiudizi. " L'oro rosso" non ha cittadinanza, non parla lingue diverse, non ha barriere da superare.

Nel nostro Paese i donatori di sangue sono un milione e 660 mila, circa il 4,4% della popolazione potenzialmente idonea. Numeri che posizionano gli italiani tra i migliori volontari d'Europa in questo settore. Tra i motivi dell' exploit degli ultimi anni c'è in particolare anche la donazione da parte di cittadini stranieri che secondo alcune stime sarebbero circa 150 mila (il 2,5% degli stranieri presenti sul territorio). Un donatore su dieci , insomma, non è italiano di nascita.

Che tipo di risorsa possono essere, i cittadini stranieri, per il sistema sangue ? Il tema comincia a diventare di rilievo, infatti di recente sono stati controllati su basi mediche i donatori stranieri, analizzando le caratteristiche dei gruppi sanguigni, ed è emerso che con l'aumento della popolazione straniera in Italia dovranno aumentare anche i donatori stranieri, in modo da salvaguardare un delicato equilibrio percentuale di gruppi sanguigni.

Altro importante aspetto sono gli stranieri presenti in Italia con combinazioni genetiche particolari che, pur risultando di un determinato gruppo sanguigno, possiedono caratteristiche tali da non poter essere trasfusi da una normale sacca dello stesso gruppo.

Questo è il caso dell'anemia falciforme riscontrata in molti stranieri provenienti dall'Africa, una specifica forma genetica ereditaria dell'emoglobina (la proteina che trasporta l'ossigeno contenuta mi globuli rossi) caratterizzata dalla presenza dei globuli rossi a forma di falce. I globuli rossi con tale conformazione vanno incontro a precoce distruzione (anemia) ed essendo più rigidi determinano una riduzione della fluidità del sangue.

In condizioni particolari - per esempio in caso di febbre, durante uno sforzo o in condizioni di carenza di ossigeno - i globuli rossi di questi pazienti falcizzano in gran numero inducendo vere e proprie ischemie di piccoli vasi negli organi interni (fegato, milza, cuore, polmoni), ma anche all'interno del tessuto osseo (femore bacino, omero, radio, ulna, vertebre). Il sangue e i suoi componenti sono quindi presidi terapeutici indispensabili per la vita e purtroppo non sono riproducibili in laboratorio. Ciò significa che non esistono ad oggi alternative possibili alla donazione quindi risulta fondamentale coinvolgere le comunità straniere interessate al problema.

Ecco perché gli organizzatori ritengono particolarmente utile che a Ferrara, come in altre città italiane, vengano costituite e rafforzate apposite banche del sangue con l'obiettivo di fare fronte a queste specifiche esigenze sanitarie e che i componenti delle comunità straniere provenienti da quelle zone del mondo siano informati e coinvolti su questo importante tema e sulle azioni da mettere in campo e condividere.

(Comunicazione a cura degli Uffici Stampa di Comune, Azienda Ospedaliero Universitaria e Ausl di Ferrara)

 

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