SICUREZZA - Assessore Coletti: "Non possono esistere scorciatoie, il rispetto delle regole è un principio fondamentale. Vigilanza continua per evitare zone d'ombra"
False attestazioni per ottenere la residenza: le segnalazioni dell'Ufficio Anagrafe fanno scattare l'indagine della Polizia Locale. Due persone indagate
24-01-2026 / Giorno per giorno
Due persone indagate e il sequestro di documentazione presso gli uffici comunali di Anagrafe di via Fausto Beretta. La Polizia Locale Terre Estensi di Ferrara sta conducendo un'indagine in merito a presunte irregolarità nelle pratiche di residenza anagrafica. Secondo l'ipotesi, alcune residenze sarebbero state ottenute in modo irregolare da cittadini extracomunitari attraverso false attestazioni, finalizzate al conseguimento dei diritti connessi alla residenza, come il rilascio del permesso di soggiorno, il nulla osta al ricongiungimento familiare, la possibilità di fare domanda per l'ottenimento di un alloggio popolare, ma anche al diritto alla cittadinanza italiana.
L'attività di indagine è scattata dopo alcune circostanziate segnalazioni provenienti dall'Ufficio Anagrafe del Comune di Ferrara.
"Sui temi come la residenza e i diritti ad essa collegati non possono esistere scorciatoie - dichiara l'assessore comunale alla Sicurezza, Cristina Coletti -. Il rispetto delle regole è un principio fondamentale, soprattutto quando si tratta di garantire equità e trasparenza nei confronti di tutti i cittadini. Ringrazio gli addetti dell'ufficio Anagrafe che hanno segnalato le anomalie, attivando i controlli immediati da parte del personale della Polizia Locale, che ha già scoperto i primi casi di irregolarità. La vigilanza continua per evitare altre zone d'ombra".
Nello specifico, una famiglia italiana residente a Ferrara risultava avere sul proprio stato di famiglia, a propria insaputa, un cittadino egiziano, di cui avrebbe scoperto l'esistenza soltanto nel momento in cui ha dovuto richiedere la documentazione per presentare l'Isee. Da quanto emerso, questa persona avrebbe ottenuto la residenza presso l'abitazione degli ignari proprietari di casa dietro il pagamento della somma di 200 euro a favore di un intermediario, che si è poi occupato della presentazione della pratica, al fine di consentire all'egiziano di ottenere il ricongiungimento familiare.
In un altro caso, invece, la pratica anagrafica sarebbe stata presentata direttamente dal cittadino extracomunitario allo sportello anagrafe, su di un modulo fornitogli già compilato, anche in questo caso da un intermediario, sul quale erano state falsificate le firme dei proprietari dell'immobile presso il quale ha poi ottenuto la residenza. Diversi aspetti sono ancora al vaglio della Polizia Locale.
(Comunicazione a cura dell'Assessorato alla Sicurezza del Comune di Ferrara)
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