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martedì, 07 aprile 2026.

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CULTURA - Giovedì 9 aprile 2026 alle 17:00 nella sala conferenze del museo (via Scandiana 27, Ferrara)

Una rilettura del "Maestro dell'Agosto" a palazzo Schifanoia con il ricercatore Francesco Galli

07-04-2026 / Giorno per giorno

Una rilettura della parabola artistica del "Maestro dell'Agosto" è il tema dell'incontro in programma per giovedì 9 aprile 2026 alle 17:00, nella sala conferenze del Museo Schifanoia (via Scandiana 27, Ferrara) a cura di  Francesco Galli, docente all'Università per stranieri di Siena. L'iniziativa -  intitolata "Sulle pareti di Schifanoia: per una rilettura del Maestro dell'Agosto" - dà il via al ciclo di 'Incontri e conferenze' promossi dall'Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara. 

La conferenza propone un approfondimento e una rivalutazione delle qualità dell'autore dell'affresco dedicato al mese di agosto, nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia. Oltre agli elementi stilistici e alle tecniche, si darà particolare attenzione alle dinamiche di cantiere e alla collaborazione tra più maestranze che hanno portato alla realizzazione degli affreschi: elementi fino ad ora mai analizzati dagli studi. 

LA SCHEDA a cura degli organizzatori - L'elevata statura del cosiddetto ‘Maestro dell'Agosto' fu riconosciuta per la prima volta da Carlo Volpe nel corso di una conferenza tenuta nel 1977 proprio tra le pareti affrescate del salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia. In effetti, prima delle brillanti intuizioni pronunciate dallo studioso bolognese, sull'anonimo frescante gravava l'autorità di Roberto Longhi, il quale in Officina ferrarese (1934) non si fece scrupoli nel rilevarne l'assoluta mediocrità a cospetto delle invenzioni messe a punto da Ercole de' Roberti nel vicino mese di Settembre, dove "il termometro artistico" arrivò ad incrinarsi a tal punto da "risalire di colpo". Stimolato dalle graffianti conclusioni di Longhi, Volpe in quell'occasione ipotizzò addirittura che l'artista attivo nel mese di Agosto non fosse altri che il ‘Maestro di Ercole', ravvisando nelle sue originali geometrie stilistiche le premesse per gli sviluppi "verso altezze quasi irrespirabili" del linguaggio robertiano. Solo in tempi più recenti si è cercato di attribuire un nome a questo artista, ora identificato - ma non senza problemi - nell'ancora misterioso "depintore de la Corte" Gherardo da Vicenza, presso il quale il giovane Ercole stette a bottega. Seppur documentatissimo, il vicentino non è mai attestato in relazione al cantiere dei Mesi di Schifanoia e l'enorme carico di lavoro cui fu sottoposto negli anni che coincidono con la decorazione del salone portano piuttosto ad escluderne il diretto coinvolgimento.

Con questa conferenza - frutto delle ricerche condotte da Francesco Galli presso la Fondazione Longhi nell'anno accademico 2023/2024 e i cui esiti sono recentemente confluiti nel primo numero della nuova serie di "Proporzioni. Quaderni della Fondazione Roberto Longhi" (2025) - si vuole proporre una rilettura della parabola artistica del ‘Maestro dell'Agosto', prestando particolare attenzione anche alle dinamiche di cantiere che regolavano un'impresa connotata dalla collaborazione tra più maestranze. Lo studio degli affreschi e delle singole personalità, ognuna responsabile di un preciso ‘settore' della decorazione, hanno portato prima di tutto a rivalutare l'autonomia espressiva raggiunta dal nostro artista, liberandolo dalla scomoda licenza di ‘maestro di Ercole'. Piuttosto, i numerosi confronti istituibili tra l'Agosto e il Settembre suggeriscono di ribaltare l'approccio con cui gli studi - anche quelli più recenti - si sono avvicinati alla questione.

Suggestionato da quell'incalzante ritmo "tra il tondo e il quadro" adottato dal giovane Ercole, l'anonimo frescante attivo nell'Agosto, cogliendone immediatamente le novità, si cimenta, a date assai precoci, in una libera interpretazione di quei temi. Al di là dei dati meramente stilistici, l'esame delle tecniche e, precisamente, lo scambio degli stessi cartoni tra i due artisti, offre ulteriori indizi in supporto di tale ipotesi. Nondimeno la fedeltà con cui le idee robertiane vengono sviluppate lungo tutta la parete settentrionale del salone consentono di assegnare all'artista un ruolo tutt'altro che marginale nella progettazione degli affreschi: un aspetto, questo, non ancora messo in luce dagli studi. A quest'ultimo, inoltre, si vogliono pure attribuire alcuni brani della scena cortigiana del mese di Luglio, che, per l'elevata qualità, non possono spettare ad un maestro assai modesto come il cosiddetto ‘Maestro degli occhi spalancati'.

L'intero programma è consultabile sul sito www.museiferrara.it

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