Comune di Ferrara

venerdì, 12 giugno 2026.

Dove sei: Homepage > Lista notizie > "Il monte analogo", ecco la mostra delle opere di Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri

CULTURA - Dal 13 giugno 2026 si riaccendono i riflettori sullo Spazio Antonioni (Corso Porta Mare 5)

"Il monte analogo", ecco la mostra delle opere di Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri

12-06-2026 / Giorno per giorno

Dal 13 giugno 2026 si riaccendono i riflettori sullo Spazio Antonioni con la mostra Il monte analogo. Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri, organizzata da Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l'UNESCO del Comune di Ferrara, in collaborazione con Fondazione Luigi Ghirri e La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona e curata da Frederic Montornés.

Intitolata come il romanzo incompiuto di René Daumal (1952), che racconta di una spedizione utopica di otto persone alla ricerca di una misteriosa montagna inaccessibile, l'esposizione - già presentata a La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona - nasce dal desiderio di esplorare l'opera di Michelangelo Antonioni (Ferrara, 1912 - Roma, 2007) e di Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 - Roncocesi, 1992) a partire dalle affinità che si riscontrano tra la produzione pittorica del grande cineasta ferrarese e il lavoro del celebre fotografo reggiano.

Attraverso il confronto tra la serie delle Montagne incantate, sviluppata da Antonioni tra gli anni Settanta e Ottanta riproducendo con l'ingrandimento fotografico opere su carta di piccole dimensioni, e le fotografie giovanili di Ghirri realizzate durante gli anni Settanta nei suoi viaggi, la mostra mette in dialogo due protagonisti assoluti della cultura italiana del Novecento, accomunati da uno sguardo capace di interrogare il paesaggio, esplorare la dimensione del vuoto e dell'attesa, fino alla costruzione di immagini che sembrano trattenere il tempo. Antonioni e Ghirri condividono infatti un approccio poetico che trasforma il reale in esperienza mentale e percettiva: nei loro lavori l'ambiente non è mai semplice sfondo, ma luogo simbolico, territorio sospeso, spazio dell'immaginazione e dell'enigma. La mostra si configura dunque come un percorso di conoscenza attraverso paesaggi reali e immaginari e visioni sospese e silenziose, mettendo continuamente in discussione il nostro modo di guardare e di abitare il mondo.

«Si tratta - scrive Montornés - di un catalogo di analogie, approssimazioni e gesti comuni, sereni e impercettibili, caratteristici del modo in cui entrambi gli artisti riflettono su quella parte dell'esistenza che scorre al margine dello sguardo, si esprime in silenzio e cerca di colmare alcuni dei suoi vuoti. Una forma di essere, stare e agire nel mondo di cui questa mostra rivela soltanto la punta di un iceberg. O la cima di una montagna. O, meglio ancora, la rappresentazione della cima di un'idea di montagna».

Nel contesto dell'attività dello Spazio Antonioni, luogo dedicato alla valorizzazione dell'eredità artistica e culturale del grande regista ferrarese, il dialogo con Luigi Ghirri apre prospettive inedite e restituisce al pubblico la straordinaria attualità di due autori che hanno saputo ridefinire, ciascuno nel proprio ambito, l'immaginario contemporaneo.

«Antonioni e Ghirri si somigliano senza essersi cercati: davanti al paesaggio hanno lo stesso passo, fatto di silenzio e di attesa, di immagini che trattengono il tempo invece di consumarlo. Accostare le Montagne incantate alle fotografie di Ghirri non è un gioco di rimandi, è un modo per entrare nel pensiero di due autori che hanno guardato il mondo con la stessa libertà. A Ferrara abbiamo la fortuna di custodire un patrimonio come quello di Antonioni, un'eredità che la città ha scelto di non lasciare negli archivi ma di mettere a disposizione di tutti. Lo Spazio Antonioni nasce esattamente per questo: per valorizzare quel patrimonio, farlo vivere, metterlo in dialogo con altri sguardi e altre storie, e restituirlo al pubblico in forme sempre nuove. Una mostra come questa, che porta a Ferrara un confronto già apprezzato a Barcellona, è il modo migliore per dimostrare che quel lascito non smette di parlarci e di sorprenderci»,  ha detto l'assessore comunale alla Cultura, Marco Gulinelli.

Michelangelo Antonioni nasce a Ferrara il 29 settembre 1912. Il suo esordio nel mondo del cinema avviene come critico per il «Corriere Padano» (1936-40). Trasferitosi a Roma nel 1940, frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dopo l'esperienza come assistente di Marcel Carné in Francia (1942), inizia le riprese del suo primo documentario, Gente del Po (concluso nel 1947). Nel dopoguerra, dirige diversi cortometraggi documentari, prima di esordire nel lungometraggio di finzione con Cronaca di un amore (1950). Il periodo più maturo della sua carriera corrisponde alla celebre tetralogia composta da L'avventura (1959), La notte (1960), L'eclisse (1962) e Il deserto rosso (1964). Questi film si concentrano sulla "malattia dei sentimenti" e sulla crisi dei rapporti interpersonali nella borghesia degli anni del miracolo economico; la narrazione aperta e i rimandi alle arti visive diverranno tratti distintivi della modernità di Antonioni. Nella seconda metà degli anni Sessanta, inizia un periodo internazionale, caratterizzato dall'abbandono delle ambientazioni italiane e dal confronto con il paesaggio delle metropoli e gli scenari sconfinati del deserto. Ne sono esempi Blow Up (1966), Zabriskie Point (1970) e Professione: reporter (1975). In questo periodo, rinnova il suo stile attraverso l'incontro con la controcultura giovanile anglosassone. Sin dalla giovinezza si era dedicato anche alla letteratura e alle arti visive e, dalla seconda metà degli anni Settanta, lavora alle Montagne incantate, paesaggi quasi astratti realizzati con tecniche miste e poi fotografati e ingranditi che verranno esposti per la prima volta a Venezia nel 1983. Con Identificazione di una donna (1982) torna a girare in Italia. Nel 1985, un ictus cerebrale lo lascia parzialmente paralizzato e lo priva della parola. Nonostante ciò, in concomitanza con l'Oscar alla carriera, tornerà dietro la macchina da presa per l'ultimo lungometraggio, Al di là delle nuvole (1995), realizzato in collaborazione con Wim Wenders. Michelangelo Antonioni muore nella sua casa romana il 30 luglio 2007.

 Luigi Ghirri nasce a Scandiano (Reggio Emilia) il 5 gennaio 1943. Inizia a fotografare nel 1970, collaborando con artisti concettuali, per poi continuare la sua ricerca personale, organizzando i suoi progetti in diverse serie. Nel 1977 fonda insieme a Paola Borgonzoni e Giovanni Chiaramonte la casa editrice Punto e Virgola, per i tipi della quale pubblica, in Italia e in Francia, il suo libro Kodachrome (1978) frutto della ricerca intrapresa all'inizio del decennio. Nel 1979 il CSAC dell'Università di Parma gli dedica una grande mostra monografica. Nel 1982 è invitato all'esposizione Fotografie 1922-1982 alla Photokina di Colonia. L'anno seguente la rivista «Lotus International» gli affida l'incarico di fotografare il cimitero di Modena di Aldo Rossi. Inizia così un intenso lavoro finalizzato all'analisi dell'architettura e del paesaggio, realizzando volumi su Capri (1983), con Mimmo Jodice, l'Emilia Romagna (1985-1986), Aldo Rossi (1987). Svolge anche un'importante opera di organizzazione di progetti espositivi, tra cui Iconicittà (1980) al PAC di Ferrara, Penisola (1983) al Forum Stadtpark di Graz, Viaggio in Italia (1984), mostra itinerante, e Descrittiva (1984) per il Comune di Rimini. Nel 1986 intraprende il progetto di lettura del paesaggio padano Esplorazioni sulla via Emilia. Nel 1989 pubblica Paesaggio Italiano, nello stesso anno realizza anche un altro libro: Il profilo delle nuvole, un progetto di lettura del paesaggio che sviluppa insieme a Gianni Celati. Nel 1991 conclude un lavoro su Giorgio Morandi, che lo aveva impegnato per due anni. Muore a Roncocesi (Reggio Emilia) il 14 febbraio 1992.

Il monte analogo. Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri 

13 giugno - 1 novembre 2026 - Spazio Antonioni (Corso Porta Mare 5)

Organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l'Unesco del Comune di Ferrara

In collaborazione con  Fondazione Luigi Ghirri e La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona

A cura di Frederic Montornés

Aperto dal martedì alla domenica 10:00-13:00 / 15:00-18:30

Ingresso compreso nel biglietto del museo

Informazioni diamanti@comune.fe.it 

Tel. 0532 244949 - museiferrara.it

Prenotazioni https://www.comune.ferrara.it/prenotazionemusei

(Comunicazione a cura degli organizzatori)

Immagini scaricabili:

antonioni_ghirri_12626_13 antonioni_ghirri_12626_21 antonioni_ghirri_12626_29