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Il sindaco Tagliani, il Pd e il derivato Dexia

27-09-2011 / Punti di vista

di Valentino Tavolazzi *

Finalmente Tagliani ed il Pd hanno deciso di chiudere il derivato Dexia, dopo averlo difeso per anni e dopo aver sprecato 2 milioni di euro. A questi si sommano 12 milioni di svalutazione del patrimonio della Holding (fonte Marattin), conseguenti al crollo del titolo Hera, per non aver venduto per tempo le azioni. Ebbene essi non chiedono scusa ai cittadini, al contrario si coprono di ridicolo esibendo improbabili tracce di correità sul derivato di chi ha denunciato lo scandalo finanziario e lo ha fatto conoscere ai ferraresi.
Dal 2009 Progetto per Ferrara presenta in consiglio comunale risoluzioni ed emendamenti a ripetizione, per impegnare il sindaco e la giunta a chiudere immediatamente il derivato. L'ultima nel maggio 2011, regolarmente bocciata da Tagliani e dal Pd., preceduta dalla risoluzione del 28.9.09, alla quale hanno espresso voto favorevole tutti i gruppi di opposizione, dall'emendamento al bilancio 2010 del 4.2.10, bocciato dalla sola maggioranza, e dall' emendamento al bilancio 2011, del 23.3.11, bocciato dalla maggioranza e dal gruppo Prc/Pdci.
Come in altre vicende l'avvocato, che ha deliberato il contratto Dexia crediop nel 2002 dopo avermi allontanato dal Comune, agita carta straccia innescando un boomerang di fango che investe lui e la sua maggioranza. Lo aveva fatto nel 2010, quando tentò di coinvolgermi nel pessimo contratto di pubblica illuminazione Hera (5,25 milioni di euro), subito smentito dai documenti (allegati) da me forniti ai consiglieri, attestanti che fui il solo in Comune a segnalare inascoltato le clausole capestro di quel contratto ed il prezzo troppo alto a punto luce. Tagliani procedette a testa bassa ed Hera applaudì. Ci riprovò nel 2011, quando tentò di coinvolgermi nella scelta di raddoppiare Cona e di chiudere il Sant'Anna, da lui compiuta nel 2000 prima della mia assunzione in Comune, come provato dal protocollo di intesa Comune, Provincia, Regione allegato. Addirittura nel maggio scorso arrivò a convocare una patetica conferenza stampa in municipio, in cui annunciò agli ignari giornalisti lo scoop, poi miseramente franato sotto i colpi della verità documentale.
Ora Tagliani ritenta con il derivato, facendo sventolare dal fido Marattin un documento che da tre anni è in bella vista nel nostro sito http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/02/relazione-bilancio-2003.pdf. Esso costituirebbe la prova della mia correità in quel pessimo contratto. Si tratta della relazione inviata al sindaco nell'ottobre 2002 (il mese successivo fui licenziato!) nella quale esaminavo la grave situazione del Comune ed avanzavo numerose proposte. Quell'analisi, a distanza di dieci anni, è in gran parte valida, così come lo era l'invito a prendere in considerazione lo strumento derivato per difendersi dall'incremento dei tassi. Tant'è che nel 2003 quindici città e sette province emiliane, insieme ad Anci ed Upi, diedero vita al Cesfel (Centro Servizi Finanza Enti Locali Emilia Romagna) proprio per gestire le "tematiche complesse di finanza innovativa". Nel 2010 sei città emiliane e due province avevano in essere operazioni di finanza derivata su un debito complessivo di 230 milioni di euro. Non risultano risoluzioni anticipate. Il punto infatti non è lo strumento! I prodotti derivati sono molteplici (contratti a termine, futures, opzioni e swaps), così come esistono varie forme di contratto con le banche. Se Ferrara oggi è costretta a chiudere anticipatamente il suo derivato è perché quel contratto si è dimostrato pessimo, soprattutto dopo la revisione del 2005. E non migliora di certo con le menzogne.
Marattin ha più volte paragonato il derivato del Comune ad una assicurazione auto, facendo ridere il popolo del web. Ha poi sostenuto che non era da chiudere, poiché produceva utili. Infine ieri lo ha definito uno strumento non idoneo per i Comuni, da chiudere subito. Siamo seri! La verità è che una amministrazione non in grado di controllare i contatori dell'acqua (mezzo milione di euro di bolletta Hera solo nel 2011), ed al tempo stesso tanto spudorata da chiedere sacrifici ai ferraresi con l'aumento dell'addizionale Irpef, può solo sbagliare i conti e fare pessimi derivati come quello che ora è costretta a chiudere per dissanguamento. I forconi sotto lo scalone sono il meno che dovrebbe attendersi!

* - consigliere comunale PpF

ALLEGATI
protocollo_intesa_cona_gen_2000.pdf
correzioni_contratti_servizio_pag_1_2.zip